Missione

Scuole d’arte
per i figli dei campesinos

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24 marzo 2021

In Perú con i volontari di Operazione Mato Grosso


San Giuseppe indossa un grembiule giallo sabbia, con il braccio destro tiene un martello stretto al petto, mentre l’altro accarezza con dolcezza la schiena di Gesù. Il Bambino ha una veste color crema e con la mano abbraccia quel padre putativo verso il quale protende il busto con ammirazione. La scultura di legno è stata realizzata dalle mani esperte di Miguel Morales, un giovane intagliatore peruviano della scuola d’arte fondata da padre Ugo De Censi a Chacas, una cittadina sull’altopiano andino che dista venti ore di autobus da Lima. L’opera era stata commissionata dai vescovi del Perú, scelta in quanto patrono nazionale e figura amatissima dal Pontefice, al quale è stata donata durante il viaggio apostolico del 2018 dall’ex presidente dell’episcopato Salvador Piñeiro García-Calderón, attuale arcivescovo di Ayacucho. È un sogno realizzato per Morales, che insieme ad altri quattrocento, tra artigiani e artisti, fanno parte dell’Asociación de artesanos don Bosco, un’opera sostenuta dai volontari dell’Operazione Mato Grosso (Omg) nel Paese latinoamericano.

Le loro creazioni sono apprezzate in tutto il mondo grazie all’interesse di architetti, designer e del grande pubblico. Oltre alla statuaria da studio realizzano anche grandi opere che commuovono in quanto a bellezza e magnificenza. Come la vetrata policroma raffigurante la Madonna collocata su una grande parete della cattedrale di Pucallpa, in Perú; o come il mosaico che riproduce l’incoronazione della Vergine posto nell’abside della basilica María Auxiliadora di Lima.

E come non parlare del grande Cristo crocifisso che stagliandosi sopra un altare in marmo sembra abbracciare i fedeli della chiesa Resurrection a San Diego, negli Stati Uniti. I loro lavori sono giunti anche in Italia, dove la chiesa del Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime a Paravati, in provincia di Vibo Valentia, ospita un altare mosaicato e una stele scolpita in travertino.

Tutto questo è il frutto delle iniziative dei volontari di Omg, il progetto missionario fondato nel 1967 da don Ugo. Il sacerdote salesiano, originario, delle montagne del nord Italia, dieci anni dopo si trasferì in America latina dove intraprese un cammino ispirato al metodo educativo di san Giovanni Bosco e alla testimonianza caritativa di san Francesco d’Assisi. Nel 1979 a Chacas avviò la prima scuola d’arte gratuita per ragazzi poveri e orfani. Sorsero oratori, scuole, laboratori artigianali e per l’agricoltura. Nel 1985 vide la luce l’Asociación de artesanos che ancora oggi raduna artisti ed esperti di falegnameria, tessitura e scultura. In questi decenni numerosi istituti e botteghe hanno aperto in varie missioni Omg ed è stato ampliato il ventaglio di insegnamenti: restauro, pittura, vetrate artistiche, vetrofusione, scultura in pietra, sbalzo, cesello e mosaico. Sono arti e tecniche che i ragazzi e le ragazze apprendono fin dalle scuole medie grazie ai collegi salesiani. Istituti fondati sul concetto pedagogico della scuola famiglia, in cui la settimana è scandita dalla vita comunitaria, dallo studio in classe la mattina e dai laboratori nel pomeriggio.

Oggi sono circa cento le missioni Omg tra Brasile, Bolivia, Ecuador, Perú e a Baltimora, negli Stati Uniti. In genere affiancate da un oratorio e da una scuola. In Perú i laboratori di scultura e di falegnameria sono una decina. Ognuno coltiva una particolare vocazione artistica: a Chacas, per esempio, sono bravi nella lavorazione del vetro e del legno, mentre a Jangas eccellono nella scultura su pietra. Spesso si tratta di opere create su commissione, ma non manca la piccola produzione per il pubblico.

Prima della pandemia i mobili di pregevole fattura riempivano i saloni delle mostre in vari Paesi nel mondo. E poi ci sono i tradizionali lavori al telaio, a maglia, tombolo e ricamo fatti in casa dalle donne riunite nella Asociación Mama Ashu, che permette loro di conciliare la gestione del focolare domestico e il ruolo di madri con la realizzazione di maglioni, mantelli, e tappeti distribuiti e venduti anche all’estero.

Grazie a queste scuole i figli dei campesinos ricevono vitto, alloggio e istruzione gratuita. I laboratori dell’Omg hanno prodotto un risultato inaspettato tra i giovani: quello di farli innamorare nuovamente delle stesse vallate che qualche anno prima, a causa della mancanza di opportunità, avrebbero voluto abbandonare.

Oggi chi lo desidera può diventare un maestro, un archeologo, un infermiere o una guida di montagna. Quest’ultima esperienza è stata raccontata nel libro di Giancarlo Sardini Sulle Ande con le scarpe bucate (Montura Editing, Trento, 2020). Così da quei territori poveri sono nati dei frutti inattesi. Come la statuetta di san Giuseppe, scolpita da uno sconosciuto artigiano delle Ande e donata al Santo Padre.

di Giordano Contu