· Città del Vaticano ·

A dieci anni dal triplice disastro

Il Giappone
ricorda Fukushima

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11 marzo 2021

Il Giappone ha commemorato l’anniversario dei dieci anni dalla triplice catastrofe di Fukushima: il terremoto di magnitudo 9, il successivo tsunami e la dispersione delle radiazioni dalla centrale nucleare, una serie concatenata di eventi che hanno causato la morte di oltre 15.000 persone.

Alle 14.46 locali (le 6.46 in Italia) è stato osservato un minuto di silenzio in tutto il Paese per ricordare le vittime del terribile incidente. Il primo ministro, Yoshihide Suga, ha rilasciato un messaggio di speranza durante il memoriale organizzato al Teatro nazionale di Tokyo, in presenza dell’Imperatore, Naruhito, e la consorte, Masako, mentre le sirene hanno lungo i litorali della regione del Tokoku, sul versante nord orientale del Giappone, luogo del disastro.

Durante una recente visita nella prefettura di Fukushima, Suga ha ribadito la volontà del Governo di Tokyo di andare avanti con i processo di ricostruzione nelle aree devastate, e in questa direzione rientra l’estensione fino al 2031 dell’operato dell’agenzia della Ricostruzione, costituita appositamente per coordinare la riedificazione dell’area.

Più di 30.000 miliardi di yen (232 miliardi di euro) sono stati spesi in progetti di ricomposizione del territorio negli ultimi dieci anni, con gli ordini di evacuazione rimossi solo parzialmente in alcune aree, mentre prosegue il processo di decontaminazione della regione.

Intanto, il gestore dell’impianto, la Tokyo Electric Power (Tepco), va avanti con considerevoli ritardi nelle procedure di smantellamento dei tre reattori nucleari che hanno visto la fusione del nocciolo, un’operazione che non sarà terminata prima di diversi decenni. Così come rimane incerto il piano per la gestione dell’acqua contaminata, accumulata nelle cisterne attorno alla centrale, il cui spazio è destinato ad esaurirsi nell’autunno del 2022. Attualmente, solo 9 dei 33 reattori nucleari a scopo commerciale del Giappone hanno ricevuto l'approvazione per il loro riavvio, ma appena 4 sono funzionanti, rispetto ai 54 reattori prima di 10 anni fa.