· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

Dio si mostra

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
11 marzo 2021

«Di Gesù non si parla tra persone educate»: cominciava così il famoso libro di Vittorio Messori Ipotesi su Gesù.

Eppure, stando a quanto si pubblica ogni anno, sembra che la gente non faccia altro che parlare di Gesù. Ogni anno più di tremila titoli con 150 milioni di euro di fatturato.

O per pregarlo, o per bestemmiarlo, o per dimostrare che non esiste; ma sembra che Cristo non abbia rivali in libreria. È morto da più di duemila anni, ma continua a far parlare di sé.

Direbbe don Giussani: «Il Cristo è una risposta al cuore umano». Nel Vangelo si racconta di alcuni stranieri che chiedono: «Vogliamo vedere Gesù». E, da allora, sono tanti gli uomini che esprimono questo desiderio, sentono questa nostalgia.

Anche oggi a noi può essere rivolta questa richiesta: «Vogliamo vedere Gesù». Tocca a noi, che abbiamo ricevuto il dono della fede; che abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo, di saper portare gli altri a Gesù. Di far rinascere, in chi non crede, la voglia di Dio.

Quale coerenza è necessaria! Perché, vedete, non si tratta di insegnare Dio. Non si tratta di fare ragionamenti o discorsi intelligenti su Dio.

«Vogliamo vedere Gesù»: Dio si mostra, non si dimostra! Non si tratta di raccontare quello che abbiamo letto sui libri, nel Catechismo. Ma come lo abbiamo incontrato noi, e come lo viviamo.

Dio non si insegna: lo si racconta come un fatto di vita vissuta. Dio non si discute . Lo si manifesta con la gioia e l’entusiasmo della propria fede.

Dio non lo si difende con le parole, con le polemiche: lo si ama, e lo si fa amare! «La virtù principale della vita cristiana è la trasparenza» (don Alessandro Pronzato). Attraverso la nostra vita cristiana vissuta con coerenza, con passione, con convinzione, gli altri devono poter vedere Dio.

«Vogliamo vedere Gesù»! Stiamo attenti a non deludere gli altri con il nostro cristianesimo mediocre e passivo!

di Leonardo Sapienza