· Città del Vaticano ·

A causa delle violenze scoppiate a dicembre alla vigilia del voto

Centrafrica: oltre duecentomila sfollati
in meno di due mesi

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30 gennaio 2021

Non conosce tregua la crisi nella Repubblica Centrafricana. Le violenze scoppiate alla vigilia delle elezioni, a dicembre 2020, hanno creato oltre 200mila sfollati in meno di due mesi. Decine di migliaia di persone stanno vivendo in condizioni disperate, costretti a fuggire all’interno del Paese e verso gli Stati confinanti in cerca di sicurezza. A lanciare l’allarme è l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr).

Sono già 92.000 i rifugiati arrivati nella Repubblica Democratica del Congo, mentre circa 13.240 hanno fatto ingresso in Camerun, Ciad e Repubblica del Congo, riferisco le autorità locali. Il flusso delle persone in fuga è tuttora in corso. Necessitano con urgenza — sottolinea l’Unhcr — di cibo, riparo, acqua potabile, beni di prima necessità, servizi igienico-sanitari e cure mediche affinché si possa prevenire la diffusione del covid e di altre malattie.

L’esodo è stato innescato dall’offensiva lanciata a dicembre da gruppi armati per prendere la capitale Bangui. Almeno 100.000 persone sono rimaste sfollate all’interno del Paese, secondo l’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). L’instabilità costante ostacola le attività di riposta umanitaria e rende sempre più difficile accedere agli sfollati interni. Inoltre, secondo le testimonianze, nei campi di Batangafo e Bria, sarebbero attivi gruppi armati in violazione della natura umanitaria e civile dei campi stessi. La loro presenza pone gravi rischi per la protezione delle persone accolte, riporta l’agenzia Onu.