· Città del Vaticano ·

Il Forum di Davos

Multilateralismo
per rispondere insieme
alle sfide globali

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26 gennaio 2021

«Fragilità, crisi, opportunità». Il tempo della pandemia globale, dice alla comunità internazionale il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è il tempo delle «sfide esistenziali» all’umanità. Il virus, dice alla platea virtuale del World Economic Forum apertosi ieri, ha svelato la debolezza di un modello di sviluppo interconnesso su basi ineguali. E nella crisi Guterres indica l’emergere dell’«opportunità» preziosa per la comunità umana. «Rimettere il mondo sul binario giusto» approfittando del fatto che proprio la crisi sanitaria disegna in tutto il pianeta una mappa chiarissima dei punti di debolezza sui quali intervenire insieme e senza attese: clima impazzito, aree di influenza in competizione, corsa agli armamenti, proliferazione nucleare, contese nel cyberspazio».

Il virus ci offre l’opportunità di un epocale «stress test» di sistema e di metterne a frutto la lezione collettiva.

Un’occasione storica, per Guterres, che indica però anche i rischi che possono al contrario accelerare la deriva del pianeta verso la catastrofe climatica, provocata da quella che il segretario generale delle Nazioni Unite chiama «la nostra guerra contro la natura». Un mondo diviso in due, in aree di influenza in competizione, spaccato da quella che definisce «la grande frattura» fra modelli in competizione sulla scena geopolitica, non ha altro orizzonte che «la guerra contro la natura» e contro il futuro. Il multilateralismo, la cooperazione, la «costruzione di coalizioni globali» per obiettivi comuni, al contrario, sono per Guterres la strada obbligata che non ci si può permettere di evitare. «Nessuno creda di uscire dalla crisi sanitaria da solo» ammonisce.

Un approccio che era stato lanciato, aprendo in collegamento i lavori dell’agenda Davos 2021, dal presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping : «I giochi a somma zero — ha detto Xi — quelli in cui il vincitore prende tutto, non fanno parte della filosofia del popolo cinese. Come risoluto membro dei Paesi in via di sviluppo — ha detto — la Cina rafforzerà ulteriormente la cooperazione Sud-Sud e contribuirà al tentativo dei Paesi in via di sviluppo di sradicare la povertà, alleggerire il fardello del debito, ottenere più crescita». L’obiettivo per il presidente Xi è «spingere per una globalizzazione economica più aperta, inclusiva, bilanciata e benefica per tutti». Per fare questo, ha detto il presidente «la Cina si impegnerà più attivamente nel governo dell’economia mondiale». Un impegno che ha una priorità, secondo Xi. «Abbiamo bisogno — ha detto — di riformare e migliorare il sistema della governance globale sulla base di consultazioni estese e della costruzione del consenso».

Multilateralismo, ha spiegato «significa il futuro del mondo deciso da tutti che lavorano insieme. Costruire piccoli circoli o far partire una nuova Guerra fredda, o ancora respingere, minacciare o intimidire gli altri spingerà il mondo alla divisione ed anche allo scontro. Non possiamo affrontare sfide comuni in un mondo diviso e lo scontro ci porterebbe in un vicolo cieco». Arroganza, pregiudizio ed odio, ha avvertito «devono far suonare il campanello di allarme». La Terra, ha detto in sintonia con Guterres, è la nostra sola ed unica casa. «E nessun problema potrà essere risolto da un solo Paese. Occorrono azioni globali e coooperazione globale».

Da parte sua la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha fatto una previsione per le possibilità di ripresa economica nel 2021. La pandemia, ha detto, potrebbe richiedere nuovi lockdown e limitazioni: si è augurata che l’anno possa segnare una ripresa anche se scandita «in due fasi». Le ondate del contagio, infatti, potranno contribuire all’instabilità del sistema.