· Città del Vaticano ·

All’Angelus il Papa parla dell’Ottavario ecumenico e lancia un appello per l’Indonesia

Il desiderio dell’unità

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
18 gennaio 2021

«In questi giorni preghiamo concordi affinché si compia il desiderio di Gesù: “Che tutti siano una sola cosa”». Lo ha chiesto Papa Francesco all’Angelus del 17 gennaio, vigilia dell’inizio dell’Ottavario ecumenico. Dopo aver recitato la preghiera mariana — ancora nella Biblioteca privata del Palazzo apostolico vaticano senza la presenza di fedeli a causa del covid-19 — il Pontefice ha ricordato a quanti lo seguivano attraverso i media che «quest’anno il tema si rifà al monito di Gesù: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto”» e che «lunedì 25 gennaio concluderemo» la Settimana per l’unità dei cristiani «con la celebrazione dei Vespri nella basilica di San Paolo fuori le Mura, insieme con i rappresentanti delle altre comunità cristiane presenti a Roma», nella certezza, ha concluso, che «l’unità sempre è superiore al conflitto».

Al termine dell’Angelus il Papa ha anche parlato della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che si celebrava in Italia proprio domenica 17, e ha lanciato un appello per l’Indonesia colpita da un forte terremoto e da una sciagura aerea: sul dialogo ebraico-cristiano, «che prosegue da oltre trent’anni», ha auspicato «frutti abbondanti di fraternità e di collaborazione»; al popolo indonesiano ha espresso vicinanza, assicurando preghiere «per defunti, feriti e quanti hanno perso la casa e il lavoro» a causa del sisma nell’isola di Sulawesi «e anche per le vittime dell’incidente aereo avvenuto sabato».

In precedenza Francesco aveva commentato il Vangelo domenicale incentrato sull’incontro di Gesù con i primi discepoli.

L'Angelus