· Città del Vaticano ·

La Chimica della Fede

Generazione Tanguy

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16 gennaio 2021

Durante la pandemia molti di noi hanno imparato a conoscere gli indici r 0 e rt (“ r con zero” si riferisce alla velocità di contagio di una malattia in condizione di base e “ r con t ”, in condizioni specifiche come un lockdown). Ma esistono tanti altri indici biometrici e uno di questi è quello denominato “ r/k ” (o “r/ k ”). Il nome deriva dalla “equazione di Verhut” che mette in relazione il fattore denominato appunto “r” o “ r ” con un fattore chiamato “ k ”. Le specie viventi devono riprodursi per non estinguersi. Nei loro meccanismi riproduttivi tutte le specie hanno dovuto trovare un equilibrio fra la quantità di prole prodotta ( r ) e la qualità delle cure necessarie ( k ) per aumentare le speranze della stessa in termini di ontogenesi (i tempi e i modi che permettono ai nascituri di raggiungere l’età riproduttiva).

Mammiferi e ovipari sono due esempi di strategie r/k opposte: molti ovipari puntato sul fattore r (potenziale riproduttivo di tipo quantitativo), mentre di solito, i mammiferi contano sul fattore k (potenziale di alto rendimento ontogenico di tipo qualitativo). Una femmina di calamaro può deporre fino a 70.000 uova fertilizzate per poi lasciarle al loro destino. Una porzione molto piccola di questi cefalopodi raggiungerà l’età adulta, ma sarà comunque sufficiente affinché i calamari non scompaiono dagli oceani. Una elefantessa, avendo una gestione di 22 mesi e dovendosi occupare del suo piccolo per vari anni dopo il parto, produrrà in media tre elefantini durante la sua vita. Tuttavia, le premurose cure che gli assicurerà faranno sì che un elefantino avrà ottime probabilità di raggiunge l’età riproduttiva. I vantaggi e gli svantaggi rispettivi delle strategie r e k sono molto dibattuti (e.g. la risposta a condizione eccezionali di stress come una pandemia o l’apparizione di un nuovo predatore). Ancora più discussa è la relazione fra l’equilibrio r/k e la configurazione sociale di una specie (e.g. la specializzazione di un sesso in alcune mansioni sociali), non essendo del tutto chiaro se quest’ultime siano la causa o l’effetto dell’equilibrio r/k . Sia quel che sia, quel che sembra certo è che ogni specie adotta una strategia r/k e che finché questa risulta vincente, tale specie non rischia l’estinzione.

Oggi giorno si parla molto della diminuzione delle nascite nelle nazioni a forte sviluppo economico e, in pari tempo, di come in queste stesse società, i figli mal volentieri lascino la casa paterna (si pensi alla commedia francese di successo Tanguy, che ha stigmatizzato l’ansia e perfino la rabbia dei genitori moderni nel vedere il loro figlio trentenne opporsi ad ogni stimolo di farsi una vita indipendente). Ovviamente, le cause di queste fenomeni umani sono molto complesse e sicuramente di natura economica e culturale; ma rimane comunque interessante notare che anche in questo caso la legge r/k sembra essere stata rispettata: meno figli si hanno, più saranno lunghi i tempi della loro emancipazione… tale, forse, è la dura legge della sopravvivenza.

di Carlo Maria Polvani