· Città del Vaticano ·

Il passaggio dei simboli della Gmg dai giovani di Panamá a quelli del Portogallo

Quando gli sguardi accarezzano il legno della croce

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23 novembre 2020

Adais Beckford, Alanys Arauz, José Vera, Edgar Dutary e Allan Pineda hanno lasciato le storie e le speranze loro e della gente di Panamá sul legno della grande croce di legno e negli occhi dell’icona di Maria, i due simboli che scandiscono il passo del grande pellegrinaggio della Giornata mondiale della gioventù.

Seduti nei primi banchi, al termine della messa celebrata da Papa Francesco — domenica mattina 22 novembre, all’altare della Cattedra in San Pietro — incrociano i loro sguardi e, in silenzio, pregano. Anche con qualche lacrima. L’accostarsi del cronista per chiedere i loro nomi strappa un sorriso e una confidenza: «La Gmg per tutta Panamá e anche per il Centro America, così come pure per ciascuno di noi, è stata un’esperienza travolgente che non è finita nell’estate 2019 ma continua a segnare e a cambiare in meglio le nostre vite».

Qualche fila di banchi più in là ci sono i cinque giovani venuti dal Portogallo — il Paese che nell’estate 2023 ospiterà il prossimo raduno mondiale — ai quali hanno appena consegnato la croce e l’icona. Un gesto compiuto davanti al Papa, che lo ha accompagnato con un applauso.

Anche gli sguardi di Fernando Vieira, João Amaral, Guilhermino Sarmento, Tatiana Severino e Daniela Calças (nel giorno del suo compleanno) s’intrecciano tra loro per poi accarezzare i due simboli della Gmg, appena ricevuti dalle mani dei cinque giovani panamensi. «Ci aspetta una missione che inizia dal convertire noi stessi» dicono commossi e «colpiti dall’invito del Papa che, nell’omelia, ha indicato la centralità delle opere di misericordia».

Nella delegazione portoghese non c’è «recriminazione per le incertezze che la pandemia sta suscitando anche nel progetto di preparazione della Gmg». Nella basilica Vaticana sono numericamente “pochi” — per via del covid — ma sanno bene «di rappresentare tutti i giovani del Portogallo, e non solo».

Era presente anche il ministro portoghese per l’Educazione, Tiago Brandão Rodrigues, che il Papa ha salutato prima della messa. E, in prima fila, gli ambasciatori presso la Santa Sede di Panamá e del Portogallo, insieme a numerosi rappresentanti del corpo diplomatico, in particolare di Paesi del Centro America e di lingua portoghese. Tutti testimoni di una cerimonia sobria ma con una forte carica di speranza, di futuro, ancor più dirompente perché rilanciata in un tempo di paure e di crisi.

La messa celebrata da Francesco ha avuto inizio alle 10. Hanno concelebrato il cardinale Kevin Joseph Farrell, presidente del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita (al quale è affidata la Gmg), il cardinale patriarca di Lisbona, Manuel Clemente, e il cardinale portoghese José Tolentino da Mendonça. Con loro anche due vescovi ausiliari di Lisbona, monsignor Joaquim Mendes e monsignor Américo Aguiar, responsabile dell’organizzazione della Gmg 2023, e otto sacerdoti impegnati nel servizio nella pastorale soprattutto giovanile.

Le letture sono state proclamate in spagnolo e in portoghese. Lo stesso per le intenzioni di preghiera: si è pregato in particolare per il Papa, i missionari, perché non ci siano più ingiustizie, perché i giovani crescano in saggezza e gli anziani non siano soli.

Al termine della celebrazione — i canti sono stati eseguiti dal coro della Cappella Sistina, diretto dal nuovo maestro, monsignor Marco Pavan — il Papa ha annunciato la decisione di rilanciare la celebrazione diocesana della Gmg, trasferendola alla domenica della solennità di Cristo Re. Quindi è avvenuto lo scambio dei due simboli della Gmg.

Infine, è stata intonata l’antifona Salve Regina: Francesco ha sostato in preghiera davanti all’immagine mariana, collocata accanto all’altare della Cattedra, e dopo averla accarezzata con la mano ha tracciato su di sé il segno della croce. Raccogliendo nel suo gesto i due simboli della Gmg.

di Giampaolo Mattei