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Riad apre i cieli agli aerei israeliani

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Una decisione storica: consentito il sorvolo a tutti i velivoli diretti negli Emirati Arabi Uniti

03 settembre 2020

L’Arabia Saudita apre i propri cieli a tutti i voli in direzione degli Emirati Arabi Uniti, e rende così anche Israele ancora più vicina ai paesi del Golfo. Con una decisione storica, annunciata ieri, Riad ha autorizzato il sorvolo del proprio territorio da parte degli aerei di «tutti i paesi», incluso Israele, diretti negli Emirati o da essi provenienti.

L’aereo volato il 31 agosto tra Tel Aviv ed Abu Dhabi passando sopra l’Arabia Saudita non sarà più ricordato dunque come un’eccezione diplomatica ma l’apripista della crescente distensione tra lo Stato israeliano e un parte del mondo arabo musulmano. La decisione saudita è figlia dell’accordo raggiunto di recente da Israele e Abu Dhabi per la normalizzazione dei rapporti. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non ha esitato a definirla «un enorme passo in avanti» e segno di «pace genuina». I voli «saranno più corti e meno cari e questo porterà ad irrobustire il turismo e a sviluppare la nostra economia» ha spiegato il premier sottolineando che la nuova politica saudita apre “l’Oriente” agli israeliani, e non solo, rendendo più semplici i voli in questa parte di mondo. «Voglio ringraziare Jared Kushner (il consigliere del presidente Usa Trump, ndr) e lo sceicco Mohammed bin Zayed (principe ereditario e ministro della difesa di Abu Dhabi, ndr) per l’importante contributo odierno e — ha aggiunto Netanyahu — ci saranno presto molte altre buone notizie».

Va ricordato che nel volo da Tel Aviv ad Abu Dhabi erano presenti Kushner e due ampie delegazioni: una statunitense (guidata dal responsabile della sicurezza nazionale Usa Robert O’Brien e dall’inviato speciale per i negoziati internazionali Avi Berkowitz) e una israeliana (guidata dal capo della sicurezza nazionale Meir Ben-Shabbat). Ad Abu Dhabi si sono svolti colloqui ad alto livello sulla cooperazione in materia di aviazione, turismo, energia, commercio, finanza, sanità, energia. Kushner ha definito il volo un «momento storico».

Secondo gli analisti, la mossa di Riad — annunciata dall’agenzia ufficiale Spa — appare come un ulteriore segnale che si inquadra nella crescente pressione dell’alleanza sunnita-occidentale contro l’Iran sciita. Al tempo stesso, tuttavia, Riad è stata però molto attenta a ribadire — ha scritto su twitter il ministro degli esteri Faisal bin Farhan — che l’apertura dello spazio aereo non cambia di un millimetro «la ferma e stabile posizione del Regno nei confronti della causa e del popolo palestinesi». L’Arabia Saudita «apprezza tutti gli sforzi diretti al raggiungimento di una pace giusta e durevole», ma — ha precisato Bin Farhan — sulla base dell’iniziativa di pace araba, proposta nel 2002 dall'allora principe ereditario saudita, poi re Abdullah.

Nel gioco diplomatico innescato dalla normalizzazione dei rapporti tra Israele ed Emirati Arabi Uniti rientra anche la posizione espressa dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. In una conversazione telefonica con Netanyahu ha definito l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti «un passo in grado di instaurare la pace in Medio Oriente». Ma ha anche sottolineato «l’importanza di evitare annessioni di territori palestinesi le quali potrebbero far vacillare le possibilità di intesa».