· Città del Vaticano ·

L’amore non è un optional

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Il cardinale Becciu a Scala per le celebrazioni del IX centenario della morte del beato Gerardo Sasso

03 settembre 2020

Tuitio fidei et obesquium pauperum” è il motto scelto per la sua opera caritativa ed evangelizzatrice da Gerardo Sasso — fondatore «della Confraternita di san Giovanni, comunemente conosciuta oggi come ordine di Malta» — il quale «aveva ben capito il segreto del successo apostolico di quanti avrebbero voluto seguire le sue orme». Lo ha sottolineato il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato speciale del Santo Padre presso lo Smom, durante la celebrazione per il ix centenario della morte del beato, presieduta nel duomo di Scala, sulla costiera amalfitana, giovedì mattina, 3 settembre.

Prima di tutto, ha spiegato il porporato, la “tuitio fidei”, «la difesa della fede» o, in altri termini, «mettere Dio al primo posto nella vita, nelle scelte quotidiane e nella passione di farlo conoscere e amare». Ogni membro dell’ordine di Malta, ha fatto notare, «deve essere un evangelizzatore, rispettoso delle idee altrui, attento al contesto culturale, senza alcuna imposizione», ma capace di comunicare «per attrazione e contagio la gioia della propria fede». In un mondo privo di amore in cui «l’individualismo appare come una legge inesorabile» e dove chi è debole «viene considerato inutile», i cavalieri e le dame dello Smom, sull’esempio del beato Gerardo, «sono chiamati a testimoniare la comunione, ad accogliersi e rispettarsi gli uni gli altri, a vivere nella concordia e nell’amore fraterno». Infatti, ha aggiunto, non sarà «il miraggio del potere o degli onori ad attrarre nuovi aderenti, ma l’esempio di persone che con coerenza vivranno l’ideale evangelico». D’altra parte, ha proseguito il porporato, «amare gli altri come ama Dio non è un optional, un corollario nella vita della Chiesa, ma è un’esigenza primaria». È questo «il distintivo che ci farà riconoscere come autentici discepoli di Gesù». E in proposito il cardinale ha ricordato che sulla tomba di santa Teresa, a Calcutta, è stata incisa proprio questa parola: «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi». Quindi, rivolgendosi ai membri dell’ordine di Malta il celebrante ha detto che il campo dove espandere il loro amore è vasto quanto il mondo. «Avete sempre risposto con generosità — ha spiegato — agli appelli provenienti da varie parti della terra colpite da calamità». Anche in Italia durante il periodo del covid-19 «siete stati e siete in prima linea, a disposizione dei bisognosi sia in campo sanitario sia nell’assistenza agli anziani o ai senza tetto».

Nel ricostruire la vicenda biografica di fra Gerardo, il cardinale Becciu ha poi ricordato quanti “signori poveri” e malati, «indipendentemente dal loro credo o etnia, sono stati soccorsi e quanto bene è stato seminato».

Quindi il prefetto ha fatto riferimento alle numerose realtà assistenziali che l’ordine di Malta continua a portare avanti con grande impegno e abnegazione. E nell’illustrare il segreto di tanta e ininterrotta opera benefica, ha commentato la prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli, che parla dell’apostolo Pietro, il quale «di fronte ai capi del popolo e agli anziani attesta di aver guarito un uomo infermo nel nome di Gesù Cristo». Il nome di Gesù, ha sottolineato Becciu, «è la persona di Gesù». Pietro ha fatto esperienza «di fallimento, rinnegamento e fuga; ora è purificato e consapevole di essere, nonostante tutto, destinatario della fiducia di Gesù». Agire sempre nel nome di Gesù è «la condizione di autenticità della nostra azione apostolica: questa è la vera forza della Chiesa». Del resto, ha osservato il celebrante, «siamo soltanto piccoli strumenti della infinita bontà e onnipotenza di Dio». Per questo, si deve «essere lucidamente consapevoli di essere sempre e soltanto relativi a Gesù Cristo», perché è nel suo nome che «agiamo e nelle nostre opere buone deve trasparire la presenza di Dio».

Alla messa hanno partecipato, tra gli altri, l’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, Orazio Soricelli, l’abate ordinario della badia di Cava, don Michele Petruzzelli, e il luogotenente interinale dell’Ordine di Malta, fra Ruy Gonçalo do Valle Peixoto de Villas Boas.