Ankara prolunga le esplorazioni energetiche nel Mediterraneo

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Si alza ulteriormente la tensione con Atene

02 settembre 2020

Rischia di alzarsi ulteriormente la tensione nel Mediterraneo orientale. Ankara ha annunciato ieri che le sue controverse esplorazioni energetiche al largo di Cipro proseguiranno almeno fino al 12 settembre prossimo. Lo hanno comunicato le autorità turche, emettendo un nuovo avviso di restrizione della navigazione (Navtex) per l’area dove stava già operando la nave da ricerca sismica Oruc Reis. In precedenza, la conclusione delle attività era prevista per oggi.

Si tratta della terza estensione del Navtex diffuso il mese scorso per le prospezioni in cerca di idrocarburi. La Oruc Reis è accompagnata dalle navi Ataman e Cengiz Han.

L’annuncio giunge dopo l’escalation di tensione delle ultime settimane con la Grecia per le dispute sui rispettivi confini marittimi e sui diritti di trivellazione. Ankara sta inoltre effettuando esercitazioni militari nel Mediterraneo orientale al largo di Alessandretta, sulle sue coste meridionali, e di Cipro, che sono attualmente previste fino all’11 settembre. L’Ue ha ripetutamente condannato queste esercitazioni.

Intanto, a complicare le cose, il ministro degli esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu è intervenuto ieri accusando la Grecia di alimentare le tensioni. «Se la militarizzazione dell’isola di Kastellorizo supererà i limiti previsti dall’accordo di Parigi del 1947, sarà la Grecia a perdere» ha detto il ministro. La Turchia è «a favore di negoziati per un’equa distribuzione delle risorse nel Mediterraneo orientale» ha poi aggiunto. «Dopo le notizie diffuse dai media greci sullo sbarco di soldati ellenici sull’isola dell’Egeo sudorientale, le autorità di Atene hanno detto che si trattava di un cambio della guardia. Forze di questo tipo possono essere mantenute senza armi pesanti per ragioni di sicurezza interna. Ma ci sono dei limiti» ha sottolineato ancora Çavuşoğlu, parlando in una conferenza stampa ad Ankara con l’omologo algerino Sabri Boukadoum. «La Grecia non vuole risolvere la questione e cerca di confonderci con un atteggiamento ostile», ma «le provocazioni sono estremamente pericolose e sarà la Grecia a subirne i danni».

Va detto che ieri anche il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha accusato la Francia, che sostiene Atene, di usare la Grecia per estendere la propria influenza nel Mediterraneo. Questo — ha detto Erdoğan — «è un esempio di moderno colonialismo. Ne abbiamo abbastanza di questo teatro dell’ombra».