· Città del Vaticano ·

Un’indagine credibile sull’esplosione a Beirut

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Auspicata dagli Stati Uniti

17 agosto 2020

Gli Stati Uniti chiedono un’indagine «trasparente e credibile» sulla terribile esplosione che lo scorso 4 agosto nell’area del porto di Beirut ha ucciso 177 persone e ne ha ferite altre seimila. Alcuni investigatori dell’Fbi raggiungeranno il Libano per aiutare le autorità locali. «Dobbiamo assicurarci che ci sia un’indagine approfondita, trasparente e credibile» ha detto il sotto segretario di Stato Usa, David Hale, inviato speciale in Libano.

L’ipotesi di un’indagine internazionale era stata esclusa nei giorni scorsi dai leader libanesi. Non era stata esclusa però la collaborazione con altri paesi nell’organizzazione delle indagini. «In una certa misura, questo tragico evento è solo un sintomo delle più profonde difficoltà in Libano», ha detto Hale durante una conferenza stampa, riferendosi a «decenni di cattiva gestione e corruzione».

Nel frattempo, l’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, ha lanciato un appello per raccogliere 46,7 milioni di dollari necessari a raggiungere nei prossimi tre mesi centomila bambini libanesi colpiti dalle conseguenze dell’esplosione del 4 agosto.

L’esplosione, si legge in una nota, «ha creato ulteriori traumi per i bambini del Libano che devono anche affrontare l’impatto di una grave crisi economica e di una violenta pandemia.

L’Unicef e i suoi partner sono stati sul campo fin dal primo giorno, recuperando le scorte di vaccini, distribuendo acqua e aiutando a ripulire i detriti.