· Città del Vaticano ·

Solidarietà a una città sconvolta

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Le reazioni della comunità internazionale

06 agosto 2020

Di fronte al dramma di un Paese sconvolto e di una città distrutta, si moltiplicano i segnali di solidarietà al Libano da parte della comunità internazionale. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha «espresso le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime» delle esplosioni a Beirut, augurando «una pronta guarigione ai feriti, inclusi diversi membri dello staff Onu nel Paese». In una nota, Guterres ha affermato che «le Nazioni Unite continuano ad impegnarsi a sostenere il Libano in questo momento difficile e stanno assistendo attivamente nella risposta all’incidente».

Sulla stessa linea l’Unione europea. «Scioccato dai tragici eventi a Beirut. I nostri pensieri sono per gli uccisi e i feriti nell’esplosione, le loro famiglie e i soccorritori in prima linea. L’Unione europea è solidale e pronta a sostenere in queste ore» ha scritto il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, in un messaggio su Twitter. «Con spirito di solidarietà, faremo tutto il possibile per aiutare il popolo libanese a superare questa tragedia» ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, spiegando di aver parlato col presidente libanese Michel Aoun per esprimergli le più sentite condoglianze. «L’Europa — ha aggiunto il presidente del Consiglio Ue — è al fianco del Libano, dopo le devastanti esplosioni di Beirut».

La Chiesa italiana è accanto al Libano anche in questo frangente così drammatico. Lo ha sottolineato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e presidente della Cei, la Conferenza episcopale italiana. «Sono profondamente turbato per la tragedia che ha colpito la capitale del Libano, Beirut. La mia preghiera va alle vittime, ai loro famigliari e alle migliaia di feriti» ha dichiarato il cardinale. «Il Mediterraneo è un’unica grande famiglia e le sue sponde sono unite l’una con l’altra da vincoli storici, culturali, religiosi».

Un segnale di solidarietà e vicinanza è giunto soprattutto da Israele. «In nome del governo israeliano, invio le nostre condoglianze al popolo libanese» ha detto ieri il premier Benyamin Netanyahu in apertura di un suo intervento alla Knesset. Israele — ha aggiunto il premier — contatterà l’inviato dell’Onu in Medio oriente Nicklolay Mladenov per capire come possa aiutare ulteriormente il Libano dopo la devastante esplosione avvenuta nel porto di Beirut.

Ieri sera i ministri degli esteri e della difesa israeliani, Gabi AShkenazi e Benny Gantz hanno annunciato di essere pronti ad inviare «aiuti umanitari e medici e immediata assistenza di emergenza» per il Libano.

Anche la Turchia, che ha già inviato un cargo di aiuti nella capitale libanese, e l’Iran hanno fatto sapere di essere vicino al popolo di Beirut in questo momento di difficoltà. «Condividiamo il dolore per la catastrofe al porto di Beirut, che ha portato all’uccisione e al ferimento di molte persone» ha dichiarato la Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, in un messaggio riportato dall’agenzia Fars. L’Iran, ha aggiunto Khamenei, «è al fianco della nazione libanese». La Torre Azadi di Teheran è stata illuminata ieri sera con i colori della bandiera libanese, accompagnata dalla scritta: «Preghiamo per Beirut, preghiamo per il Libano».

Nel frattempo, a Beirut un migliaio di persone, per lo più giovani, si è radunato ieri spontaneamente in piazza dei Martiri, per esprimere vicinanza e cordoglio per le vittime.