· Città del Vaticano ·

Si rischia una pericolosa escalation

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Dopo la decisione di Ankara di avviare esercitazioni militari e le critiche di Atene

31 agosto 2020

«La Turchia contesta l’esistenza di zone economiche esclusive, mette in discussione la sovranità di due Stati membri dell’Unione Europea, Grecia e Cipro, e potenzialmente mette in pericolo un diritto fondamentale che è la libertà di navigazione». Sono parole molto dure quelle pronunciate ieri dal ministro delle Forze armate francesi, Florence Parly, commentando le attuali tensioni nel Mediterraneo orientale. Tensioni economiche, ma soprattutto politiche. Al centro ci sono questioni legate ai confini marittimi e ai diritti di trivellazione. La Turchia ha avviato un ampio programma di trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo e questo ha inevitabilmente riacceso gli storici contenziosi con Atene e Nicosia. Parly ha denunciato un comportamento spregiudicato e offensivo della marina turca, insistendo sul fatto che «per dialogare, dobbiamo prima fermare l’escalation».

Due giorni fa la Turchia ha lanciato nuove esercitazioni nel Mediterraneo orientale che dovrebbero durare due settimane. La Grecia ha decisamente condannato la decisione di Ankara e, a sua volta, ha organizzato altre esercitazioni.

Le tensioni tra i due paesi si sono notevolmente accentuate dal 10 agosto scorso, con il dispiegamento della nave turca Oruc Reis nelle acque greche. Si tratta di una nave per le esplorazioni sismiche, essenziale in vista delle trivellazioni. La difesa greca ha inoltre riferito che i sottomarini turchi hanno intensificato le operazioni al largo della costa greca nel Mar Egeo. Secondo un rapporto della intelligence, sono stati avvistati da sei a otto sottomarini turchi nel Mar Egeo e nel Mediterraneo. «Non ci piegheremo mai al banditismo sulla nostra piattaforma continentale. Non ci tireremo indietro contro il linguaggio delle sanzioni e delle minacce» ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, rispondendo alle critiche di diversi paesi Ue sulla presenza delle navi turche nel Mediterraneo.

Ieri il ministero della difesa di Ankara ha reso noto che alcuni giorni fa caccia turchi hanno intercettato sei velivoli greci che si dirigevano verso la nave Oruc Reis. Ankara ha deciso di avviare le ricerche sismiche dopo che la Grecia e l'Egitto avevano firmato un accordo marittimo relativo a una zona economica esclusiva nel Mediterraneo orientale. Un accordo molto criticato da Erdoğan.