· Città del Vaticano ·

Dopo l’annuncio del cessate il fuoco e delle elezioni

La Libia cerca di voltare pagina Ue: «Ora si lavori per la pace»

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22 agosto 2020

Dopo nove anni di guerra e numerosi tentativi di tregua falliti, la Libia cerca di voltare pagina e aprire un nuovo capitolo della sua storia. La comunità internazionale ha espresso la propria soddisfazione per l’annuncio, ieri, di un cessate il fuoco prolungato da parte del governo di Tripoli di Fayez al-Serraj e del governo di Tobruk. Si tratta — ha detto l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Joseph Borrell — di «notizie importanti e positive: ora è cruciale che tutte le parti si mantengano fedeli a quanto annunciato. Tutti i libici meritano una soluzione politiche e il ritorno della stabilità e della pace».

Di «passo positivo» ha parlato anche la Francia, sottolineando che «queste promesse devono concretizzarsi sul terreno». In un comunicato del vicedirettore del ministero degli affari esteri si legge che «la Francia chiede a tutte le parti di attuare efficacemente la cessazione delle ostilità e di impegnarsi in buona fede a concludere un accordo di cessate il fuoco duraturo, che consenta di compiere passi reciproci, credibili e verificabili, una ripresa del processo politico e la fine di tutte le ingerenze straniere in Libia». Parigi chiede inoltre alle parti rivali di «proseguire i loro sforzi per consentire la ripresa al più presto possibile della produzione di petrolio e la distribuzione trasparente dei suoi ricavi».

Soddisfazione da Londra. «Il popolo libico è chiaro: non esiste una soluzione militare alla crisi libica. Tutte le parti ora devono intensificare gli sforzi ed impegnarsi per un cessate il fuoco» ha dichiarato in un tweet l’ambasciatore britannico in Libia, Nicholas Hopton, a proposito degli ultimi sviluppi nel Paese nordafricano.

Anche la Lega araba ha accolto con favore l’annuncio del cessate il fuoco libico. Lo si legge in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa egiziana Mena nella quale un responsabile della segreteria generale della Lega araba auspica che «questa tappa positiva permetta di concludere preso le negoziazioni in corso tra il governo di accordo nazionale (di al-Serraj, ndr) e l’Esercito nazionale libico (il governo di Tobruk, ndr) al fine di pervenire a un accordo ufficiale permanente e globale sui preparativi del cessate il fuoco sotto gli auspici dell’Onu».

I sei Paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati) sperano che il cessate il fuoco possa essere il primo passo verso la stabilità libica. Come riporta l’agenzia di stampa emiratina Wam, il segretario generale del Consiglio, Nayef Falah Mubarak al-Hajraf, ha sollecitato tutte le parti coinvolte nella crisi «ad aderire a questo passo costruttivo, ad impegnarsi con urgenza nel dialogo politico e a lavorare attraverso la mediazione delle Nazioni Unite per raggiungere una soluzione definitiva e globale per porre fine ai combattimenti e al conflitto in Libia».

Come noto, la notizia di una cessazione delle ostilità è arrivata dopo settimane di intensi negoziati tra le parti, sotto la regia dell’Onu. Favoriti dallo stallo prolungato sulla linea del fronte Sirte-Jufra, dove a giugno la controffensiva delle truppe fedeli al premier al-Serraj si era fermata per la resistenza delle milizie del generale Khalifa Haftar, considerato “l’uomo forte della Cirenaica”. A rompere gli indugi è stata Tripoli in una nota in cui al-Serraj «ha ordinato a tutte le forze militari di osservare un cessate il fuoco immediato in tutti i territori libici». Come atto di «responsabilità politica e nazionale», ma anche in considerazione «dell’emergenza coronavirus». Al-Serraj ha inoltre formalizzato «la richiesta di elezioni presidenziali e parlamentari a marzo sulla base di un’adeguata base costituzionale su cui — ha affermato — le parti concordano». In un comunicato distinto anche le autorità della Cirenaica, il cosiddetto governo di Tobruk, hanno dichiarato il cessate il fuoco e previsto elezioni prossimamente. «Cerchiamo di voltare pagina» ha detto Aguila Saleh, il leader del parlamento di Tobruk che è considerato il “braccio politico” di Haftar.