· Città del Vaticano ·

L’Onu condanna il colpo di stato in Mali

I rappresentanti dei militari che hanno preso il potere in Mali (Afp)

Chiesto il ritorno all’ordine costituzionale mentre l’Unione africana sospende il Paese

20 agosto 2020

Promettono una «transizione politica civile» ed elezioni generali «in un tempo ragionevole» i militari che due giorni fa hanno preso il potere in Mali con un colpo di stato, ma ciò non basta a rassicurare la comunità internazionale: l’Onu e l’Unione africana (Ua) hanno condannato l’azione e chiesto la liberazione dei prigionieri.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha sottolineato «l’urgente necessità di ripristinare lo stato di diritto e procedere al ritorno dell’ordine costituzionale». L’Ua, da parte sua, ha deciso di sospendere il Mali dopo il colpo di stato «fino al ripristino dell’ordine costituzionale». L’ormai ex presidente Brahim Boubacar Keita, in arresto, e ha annunciato nella notte le sue dimissioni e lo scioglimento del Parlamento e del governo. Restano in stato di arresto anche l’ex premier Boubou Cissè e altri rappresentanti dell’esecutivo.

Il capo della giunta golpista è il colonnello Assimi Goita, che ieri si è dichiarato presidente del Comitato nazionale per la salvezza del popolo. Goita era apparso in televisione nella notte tra martedì e mercoledì, insieme ad altri militari, durante l’annuncio della presa del potere, senza però prendere la parola. Ancora non è chiaro chi rappresenti: un gruppo di militari dagli incerti intenti, forse unito a una frangia del movimento che ha guidato le proteste. La nuova giunta ha invitato la popolazione «a tornare al lavoro» e «cessare i vandalismi». Goita ha detto che «il Paese non ha più il diritto di sbagliare». Intanto, le forze politiche dell’opposizione hanno detto che intendono collaborare con la giunta militare.