· Città del Vaticano ·

Impegno ecumenico per la pace

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Dall’incontro del Comitato esecutivo del Wcc

03 agosto 2020

La prossima assemblea generale del World Council of Churches (Wcc) si terrà a Karlsruhe, in Germania, dal 31 agosto all’8 settembre 2022: è quanto ha deciso il Comitato esecutivo del Wcc, che si è riunito, nei giorni scorsi, in modalità webinar. L’assemblea dell’organismo ecumenico era stata programmata per i giorni 8-16 settembre 2021, ma l’emergenza sanitaria aveva portato al suo rinvio, con la conseguente cancellazione degli incontri preparatori. Con questa decisione — lo slittamento di un anno, con la conferma della sede e l’aggiornamento dei temi da trattare — il Comitato esecutivo ha voluto anche indicare un programma di lavoro per rilanciare il ruolo del World Council of Churches non solo nel movimento ecumenico, ma anche nel contesto attuale in un tempo in cui appare quanto mai necessaria la testimonianza condivisa dei cristiani per favorire un ripensamento della società. Come ha ricordato Agnes Abuom, moderatore del Wcc, le Chiese devono essere sempre più portatrici di speranza in un momento in cui la pandemia del covid-19 sta seminando paura, dolore e morte in tutto il mondo. Sempre per Abuom, nel suo intervento di apertura della riunione del Comitato, il Wcc deve rafforzare la sua azione di informazione sulle dimensioni e sui pericoli della pandemia, invitando a seguire quanto viene richiesto dalle organizzazioni internazionali per combattere il coronavirus, così come è stato fatto fin dall’apparire della pandemia. Tra gli argomenti discussi ampio spazio è stato dato anche alle reazioni alla decisione turca di riconvertire Aghia Sophia in moschea.

La pandemia del covid-19 è stato il convitato di pietra della riunione: oltre a una revisione del budget del 2021, reso necessario proprio per la diffusione del virus, il Comitato ha chiesto un’ulteriore revisione del documento Called to Transformative Action: Ecumenical Diakonia in modo da aggiungere una riflessione sull’azione ecumenica delle Chiese nel tempo del covid-19. In attesa di questa revisione il Comitato ha espresso un giudizio più che positivo sul documento tanto da proporre la sua circolazione, per uso interno, tra i membri del Wcc e dei partner ecumenici. Si è parlato anche delle conseguenze della pandemia per le persone più deboli, soffermandosi sulla condizione degli indios in Brasile e sul diffondersi di nuove forme di razzismo. Su quest’ultimo aspetto si è deciso di rinviare alla riunione del Comitato prevista per novembre la definizione di un nuovo piano di interventi contro il razzismo alla luce di quanto il World Council of Churches sta facendo in questa direzione. Durante l’incontro, come accade sempre in queste occasioni, il Comitato ha voluto esprimere la posizione dell’organismo ecumenico su alcune realtà locali: è stata rinnovata la denuncia «per la situazione di endemica insicurezza per molte comunità e un vasto numero di persone» in Nigeria a causa delle ricorrenti violenze subite dai cristiani; si è manifestata una viva preoccupazione per la condizione del Libano che, dopo anni di guerra civile, è entrato in una crisi economica e istituzionale per la quale il Wcc ha chiesto «riforme urgenti e strutturali per dare stabilità, unita e sovranità al Libano». Infine, si è dato un giudizio più che positivo sull’esperienza del pellegrinaggio di giustizia e pace in Asia dove si è realizzata una piena condivisione tra dimensione globale e locale nella ricerca della pace, fondata sulla giustizia. Accanto alle preoccupazioni per il deterioramento della situazione in Medio Oriente, in particolare a Gerusalemme, il Comitato ha fatto un primo bilancio delle iniziative per la pace in Corea per il 70° anniversario dell’inizio delle ostilità, mentre le ultime parole sono state rivolte a quanto in tutto il mondo si sta facendo, per il 75° anniversario delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki, chiedendo che vengano smantellati definitivamente gli arsenali atomici, come segno concreto per la pace che tutti i cristiani sono chiamati a costruire per annunciare Cristo, Salvatore delle genti.

di Riccardo Burigana