· Città del Vaticano ·

Dio ci chiederà conto dei migranti morti nei viaggi della speranza

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

All’Angelus Francesco ricorda il massacro di San Fernando avvenuto dieci anni fa in Messico

24 agosto 2020

Il pensiero del Papa ai perseguitati a causa della fede, alle comunità dell’Italia centrale colpite dal terremoto nel 2016, alle popolazioni del Mozambico vittime del terrorismo e a quanti soffrono a causa del Covid-19


«Il Signore ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza». Il nuovo monito di Papa Francesco contro la «cultura dello scarto» che miete vittime anche fra quanti lasciano le loro terre in cerca di «una vita migliore» è risuonato al termine dell’Angelus del 23 agosto, recitato a mezzogiorno con i fedeli riuniti in piazza San Pietro — nel rispetto delle misure di sicurezza in vigore per contenere i contagi da coronavirus — e con quanti in diverse parti del mondo lo hanno seguito attraverso i media. Dopo la riflessione introduttiva dedicata al brano evangelico della liturgia domenicale (Matteo 16, 13-20), nel quale «Pietro professa la sua fede in Gesù quale Messia e Figlio di Dio», il Papa ha invitato a pregare per tutte le vittime delle persecuzioni a sfondo religioso, alle quali era dedicata la Giornata mondiale celebrata sabato 22. Quindi ha ricordato il massacro di 72 migranti avvenuto dieci anni fa a San Fernando, in Messico, assicurando la sua «solidarietà alle famiglie delle vittime che ancora oggi invocano giustizia e verità su quanto accaduto».

Francesco ha poi espresso vicinanza alle comunità dell’Italia centrale colpite nel 2016 dal terremoto, con l’invito ad «andare avanti con solidarietà e speranza» e l’auspicio che «si acceleri la ricostruzione, affinché la gente possa tornare a vivere serenamente in questi bellissimi territori dell’Appennino». Ricordando la visita compiuta un anno fa nel Paese africano, il Pontefice ha inoltre manifestato la sua solidarietà alla popolazione di Cabo Delgado, nel Nord del Mozambico, «che sta soffrendo a causa del terrorismo internazionale». Infine l’invito a non dimenticare tutti coloro che sono stati colpiti dalla pandemia: «tanta sofferenza, tante persone che hanno perso la vita, vittime della malattia; e tanti volontari, medici, infermieri, suore, sacerdoti, che anche hanno perso la vita». Dal Papa un appello a ricordare in particolare «le famiglie che hanno sofferto per questo».

A queste tematiche Francesco ha dedicato quattro tweet postati sull’account @Pontifex tra domenica e lunedì: il primo (in portoghese) per il Mozambico, il secondo per le vittime del Covid-19, il terzo (in italiano) per l’anniversario del sisma e il quarto (in inglese e spagnolo) per i migranti.

L'Angelus