· Città del Vaticano ·

Dialogo sulla crisi bielorussa

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Putin e l’Ue propongono la mediazione dell’Osce

21 agosto 2020

Il presidente russo Vladimir Putin si è detto favorevole a una mediazione dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) nella crisi bielorussa scoppiata dopo le presidenziali del 9 agosto scorso. Lo ha reso noto ieri il presidente francese Emmanuel Macron, precisando che tuttavia è il capo di stato bielorusso Aleksandr Lukashenko «a essere reticente». Sulla Bielorussia, ha aggiunto Macron, c’è stato «un dialogo franco» con il presidente Putin, nel quale l’Ue ha fatto presente che «non si vuole assistere a una replica della crisi in Ucraina ed è necessaria una transizione democratica e inclusiva». «Un dialogo fra le autorità, l’opposizione e la società civile è indispensabile» ha spiegato Macron. «Auspichiamo che questo dialogo possa essere intavolato dai bielorussi. Ma l’Unione europea è pronta comunque ad accompagnarlo, se il nostro ruolo di mediazione può essere utile e voluto dai bielorussi, con altre istituzioni, come l’Osce, e includendo la Russia in questo dialogo».

Poco prima del colloquio con Macron, Putin aveva usato parole molto dure contro l’atteggiamento tenuto da Bruxelles sulla crisi bielorussa. «Pressioni di qualsiasi tipo sulla leadership e sulla sovranità dello stato sovrano della Bielorussia e interferenze straniere nei processi in corso nel paese sono controproducenti» aveva detto il leader del Cremlino rivolgendosi, durante un colloquio telefonico, al presidente del Consiglio europeo Georges Michel. Com’è noto, l’Ue ha deciso di avviare sanzioni contro la leadership bielorussa, condannando la repressione seguita al voto per le presidenziali. «È nell’interesse sia della Russia che dell’Ue che la situazione in Bielorussia ritorni alla normalità il prima possibile» si legge in una nota del Cremlino.

Intanto, la situazione nel paese è sempre più tesa. Svetlana Tikhanovskaya, la leader dell’opposizione che ha sfidato Lukashenko nelle presidenziali del 9 agosto e che è fuggita in Lituania dopo i risultati del voto, ha lanciato ieri un appello a nuovi scioperi nelle fabbriche. «Vi chiedo di continuare, di estendere gli scioperi, senza cedere alle intimidazioni» ha detto la leader in un nuovo video diffuso su YouTube e di cui dà notizia l’agenzia russa Tass. «Il futuro della Bielorussia, che significa anche il futuro dei nostri figli, dipende dalla vostra unità e dalla vostra determinazione». Tikhanovskaya ha insistito sugli obiettivi della protesta: «La fine delle violenze, il rilascio dei prigionieri politici ed elezioni trasparenti, libere e giuste».