· Città del Vaticano ·

Consiglio straordinario dell’Ue sulla Bielorussia

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Alcuni paesi chiederanno di valutare eventuali sanzioni ma Minsk respinge le critiche

12 agosto 2020

L’Unione europea ha convocato un consiglio esteri straordinario per venerdì pomeriggio «per discutere questioni urgenti e affrontare» in particolare la crisi in Bielorussia. Lo ha reso noto questa mattina l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell, dopo che nella notte a Minsk sono continuate le repressioni delle proteste contro la contestata rielezione del presidente Alexander Lukashenko.

Già ieri sera il funzionario Ue, in una dichiarazione a nome dei Ventisette, aveva denunciato che le elezioni presidenziali in Bielorussia non sono state «né libere né eque», minacciando misure contro «i responsabili delle violenze, gli arresti ingiustificati, e la falsificazione dei risultati elettorali». «Il popolo bielorusso merita di meglio», si legge nel documento, in cui si denuncia «una violenza sproporzionata e inaccettabile da parte delle autorità statali» e si chiede la fine della repressione e il «rilascio immediato e incondizionato di tutti i detenuti». Alcuni paesi dell’Unione chiederanno di valutare eventuali sanzioni per le misure repressive e gli arresti ingiustificati messi in atto contro i manifestanti, e probabili falsificazioni dei risultati elettorali.

Il governo di Minsk, da parte sua, ha definito “inaccettabili” le critiche mosse da diversi paesi dopo gli incidenti registrati a seguito delle elezioni presidenziali tenutesi domenica. Il ministero degli esteri, pur sottolineando di non essere indifferente alle reazioni dei partner internazionali, ha criticato «la rapidità con cui alcuni funzionari europei hanno rilasciato dichiarazioni politiche sul paese, senza cercare di comprendere e analizzare oggettivamente la situazione». Pertanto da Minsk hanno fatto sapere che «alcune conclusioni si basano su informazioni distorte». Diretto dunque l’attacco ad alcuni esponenti di spicco dell’Ue, accusati di aver minacciato sanzioni a soli due giorni dal voto, nonostante il paese avesse invitato — anche se in leggero ritardo — gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ad analizzare le elezioni.

Intanto, oggi, il ministero dell’interno bielorusso ha affermato che la polizia ha usato armi da fuoco contro un gruppo di persone che protestavano a Brest, nel sud-ovest del paese, e che uno dei dimostranti è stato ferito. Lo riporta l’agenzia Interfax. Secondo il ministero, «gli agenti hanno sparato per difendersi dopo essere stati attaccati».