· Città del Vaticano ·

Biden ottiene la nomination democratica

Biden insieme alla moglie Jill in un video per la convention (Afp)

Per le elezioni presidenziali statunitensi di novembre

19 agosto 2020

Il senatore Joe Biden ha ufficialmente ricevuto la nomination democratica nella sfida di novembre per la Casa Bianca.

Nel roll call della convention dem in corso di svolgimento a Milwaukee — l’appello dove i rappresentanti dei vari Stati e territori Usa esprimono i loro voti — l’ex vicepresidente degli Stati Uniti ha superato il quorum dei delegati necessari, raggiungendo quota 3.459 contro i 1.121 di Bernie Sanders.

Biden ha ringraziato tutti, commosso accanto alla moglie Jill. «Grazie molte. Dal profondo del mio cuore. Grazie a tutti, significa il mondo per me e la mia famiglia», , ha detto in video collegamento il 77enne ex vice presidente. «E' il più grande onore della mia vita accettare la nomination democratica a presidente degli Stati Uniti d’America», ha poi twittato in attesa del discorso con cui giovedì accetterà formalmente la candidatura.

Si è rallegrato con Biden il suo ex capo, Barack Obama. «Sono orgoglioso di te», ha twittato l’ex presidente. Congratulazioni sono arrivate anche da Alexandria Ocasio-Cortez. Chi si aspettava dalla deputata dei democratici un endorsement a Biden è rimasto deluso: Ocasio-Cortez è intervenuta prima dell’apertura del roll call e ha sostenuto la nomination di Bernie Sanders, riuscito a creare — ha detto — un «movimento storico».

Un intervento che ha confuso molti, soprattutto sui social, tanto che la deputata è stata costretta a spiegare in un tweet il perché del suo intervento: «Se siete confusi, non vi preoccupate. Le regole della convention richiedono la roll call e le nomination per tutti i candidati che superano la soglia dei delegati. Mi è stato chiesto di essere la seconda per la nomination di Sanders per il roll call. Le mie profonde congratulazioni a Joe Biden, ora andiamo e vinciamo a novembre».

Anche nella seconda serata della convention democratica il messaggio è stato costante e ha riguardato l’attuale presidente. Lo hanno sottolineato Bill Clinton, John Kerry e Caroline Kennedy, condiviso a gran voce pure da Colin Powell: Donald Trump è l’uomo sbagliato per la Casa Bianca e va rimosso.

«Il Paese ha bisogno di un commander-in-chief che si prenda cura delle nostre truppe come si prende cura della sua famiglia. Joe Biden non ha bisogno di insegnamenti», ha dichiarato Powell, l’ex segretario di Stato repubblicano che nel 2008 e nel 2012 ha appoggiato Barack Obama e nel 2016 Hillary Clinton, nonostante sia stato considerato per anni il futuro dei conservatori.

«Trump difende solo se stesso, non il Paese», ha aggiunto Kerry, mettendo in evidenza che gli Stati Uniti hanno bisogno di un leader rispettato all’estero e non di un presidente che viene deriso.

«Con Donald Trump c'è solo caos alla Casa Bianca», ha messo in evidenza Bill Clinton, definendo senza mezzi termini Trump un «bullo crollato come un castello di carta». Al coro dei contrari al presidente statunitense si è aggiunta anche la vedova del repubblicano John McCain, che ha affidato a un video il ricordo della «lunga amicizia fra John e Joe». «Un’amicizia — ha precisato — che sulla carta non avrebbe dovuto funzionare e che invece è durata oltre trent’anni».