· Città del Vaticano ·

Berlino decide nuove restrizioni

Il ministro della Salute tedesco Jens Spahn (Reuters)

Controlli anti-covid per chi arriva da Paesi extra Ue

07 agosto 2020

Per la prima volta in Germania viene superata la soglia di guardia dei mille nuovi contagi di coronavirus in un giorno: non accadeva dai primi di maggio. L’inquietudine ricomincia a serpeggiare nel paese finora più risparmiato dalla violenza della pandemia e le autorità corrono ai ripari introducendo l’obbligo di test per il covid-19 per chi rientra in Germania.

Di fronte alla ripresa della diffusione in Europa e alla crescita dei numeri all’interno della Germania, il ministero della Salute tedesco Jens Spahn ha reagito blindando le frontiere con l’obbligo di test per tutti coloro che rientrano dalle vacanze da zone a rischio covid-19 a partire da sabato prossimo. Il tampone sarà gratuito e si potrà fare in aeroporto, in stazione o nel porto di attracco oppure nelle 72 ore successive all’arrivo. Unica eccezione è mostrare un test covid-19 negativo fatto al massimo nei due giorni precedenti. Chi non si sottoporrà al test gratuito dovrà pagare multe salate, fino a 25.000 euro.

Finora chi proveniva da uno dei Paesi compreso nella lista delle zone a rischio doveva rimanere 14 giorni in quarantena a casa. Molto spesso questa misura non era rispettata o era ai più sconosciuta, Da qui l’esigenza di un cambio di passo. «Sono consapevole che sia un’interferenza nella libertà del singolo» ha detto Spahn in conferenza stampa, ma «la libertà non è solo quella del singolo», ha aggiunto invitando tutti al senso di responsabilità. «Tutti vogliamo tornare alla normalità» ha detto, «ma non viviamo in tempi normali, l’epidemia è ancora qui». L’obbligo del test non cadrà su chi è in transito in Germania. La lista dei Paesi a rischio covid-19 è stilata e aggiornata costantemente dall’autorità federale per le malattie infettive Robert Koch (Rki).

La situazione continua a peggiorare anche in altri Paesi Ue. In Spagna i nuovi contagi tornano a livelli preoccupanti, attestandosi su quasi 1.700 casi in un giorno e la regione della Castilla y Leon impone ai 32.000 residenti della città di Aranda de Duero un lockdown di 2 settimane, dopo la scoperta di 230 nuovi casi nell’area. Nell’Europa dell’Est invece il focolaio si conferma la Romania con 1.345 nuovi casi e 45 morti in ventiquattro ore. In Francia, a Parigi, è attesa la decisione del prefetto sulla richiesta del sindaco Anne Hidalgo di rendere obbligatorie le mascherine anche all’aperto.