· Città del Vaticano ·

Beirut, urgente bisogno di aiuti umanitari

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

Situazione critica dopo l’esplosione

21 agosto 2020

Due settimane dopo la terribile esplosione che ha distrutto il porto di Beirut, molte famiglie vulnerabili nelle aree colpite hanno ancora «un disperato bisogno di sostegno». A ricordarlo sono diverse ong attive sul territorio, sottolineando in una nota che «la maggior parte delle famiglie nell’area colpita vivono ancora in case con danni gravi strutturali e con accesso limitato all’assistenza sanitaria e ad altri servizi di base».

Anche se molti giovani volontari, organizzazioni e ong hanno lavorato duramente per sostenere le comunità colpite, «l’entità della distruzione e delle necessità della popolazione sono così grandi che c'è un urgente bisogno di maggiore sostegno per garantire alle famiglie un posto sicuro in cui vivere e l’accesso a cure mediche e psicologiche» si legge in un comunicato delle ong. Per aiutare i più vulnerabili, le organizzazioni stanno intensificando la loro risposta a Beirut. Una valutazione delle ong condotta su 470 famiglie in dieci delle zone più colpite di Beirut mette a nudo la realtà all’indomani dell’esplosione. La valutazione ha riguardato quartieri entro un raggio di 4 km dal porto della capitale. I dati hanno mostrato che una famiglia su quattro (il 24 per cento del totale) non ha accesso all’assistenza sanitaria, con molte di loro che non riescono a seguire i trattamenti sanitari di routine o a procurarsi i medicinali. Il 17 per cento delle case ha soffitti crollati, l’11 travi danneggiate e il 26 danni ai balconi. Inoltre, il 32 per cento delle famiglie ha sottolineato la necessità di un supporto psicosociale per aiutare genitori e figli ad affrontare questa terribile esperienza. All’emergenza creata dall’esplosione dello scorso 4 agosto si aggiunge la pandemia con il recente aumento dei casi di covid-19.