· Città del Vaticano ·

Il 31 luglio in tutta l’Austria le campane suoneranno per richiamare l’attenzione sul dramma della fame nel mondo

La solidarietà fa la differenza

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29 luglio 2020

Il 31 luglio, alle 15, nell’ora in cui si ricorda la morte di Gesù, per cinque minuti risuoneranno le campane di tutte le chiese d’Austria. L’intento è quello di lanciare un ulteriore appello alla necessità di agire in fretta contro la fame nel mondo, tramite il finanziamento di progetti di solidarietà internazionale. È un’iniziativa, quella di venerdì, che si svolge per il quarto anno consecutivo ed è stata organizzata dalla Conferenza episcopale austriaca, in collaborazione con la Caritas, il cui presidente, Michael Landau, ha tenuto a ricordare, durante la presentazione ufficiale dell’iniziativa, che «la fame non è un evento naturale, ma uno scandalo».

Si stima che in tutto il mondo circa 820 milioni di persone soffrono per fame cronica, un numero che potrebbe aumentare di altri 265 milioni quest’anno a causa dell’epidemia di covid-19. I bambini sono particolarmente colpiti, ha evidenziato Landau. In Africa per esempio un bimbo su tre è cronicamente malnutrito, soffrendo spesso di ritardi di crescita fisica e mentale, e si registra anche un aumento del tasso di morte per fame.

Le restrizioni per il coronavirus stanno attualmente aggravando questa situazione: la maggior parte delle persone nelle aree rurali dell’Africa vivono principalmente di agricoltura, di lavoro come braccianti, di vendita di beni nei mercati o amministrano piccoli negozi e ristoranti. «Il reddito già basso viene completamente perduto a causa delle norme sul blocco degli spostamenti», informa il direttore della Caritas di Sankt Pölten, Hannes Ziselsberger. Inoltre, il prezzo del cibo «in alcuni Paesi è triplicato. Molte persone non possono più permettersi di mangiare e spesso non hanno accesso ai generi alimentari a causa dei mercati chiusi», precisa Ziselsberger. Il quadro è reso ancora più drammatico da una fase lunga di siccità e da invasioni di locuste, soprattutto nell’Africa sahariana.

Attualmente, per lottare contro questo dramma, l’ufficio austriaco dell’organizzazione caritativa cattolica sta seguendo settanta progetti in tutto il mondo, tra cui programmi di sostegno a favore di agricoltori e allevatori. Diverse misure sono state prese anche per contrastare la malnutrizione acuta di cui soffrono tanti bambini. Un totale di 240.000 persone hanno beneficiato dell’aiuto di Caritas Austria, che svolge anche un’attività di prevenzione e di informazione sulla pandemia in diversi Paesi, distribuendo kit igienici. «Grazie agli aiuti e alle donazioni internazionali, sono stati raggiunti risultati incredibili — spiega Michael Landau al nostro giornale — e dal 1990 il numero di persone che soffrono la fame è stato ridotto della metà».

Negli ultimi anni, tuttavia, la carenza di cibo è di nuovo aumentata. Un motivo importante di queste crescita è il cambiamento climatico. Inoltre, prosegue Landau — che da pochi mesi è anche responsabile della regione Europa per la Caritas — «il coronavirus sta ora minacciando di ridurre di nuovo milioni di persone alla fame. L’attuale crisi sanitaria dimostra che il nostro impegno fa la differenza, perché le regioni in cui siamo attivi sono più resistenti alla crisi. Negli ultimi mesi abbiamo visto un’incredibile e straordinaria solidarietà in Austria verso coloro che hanno dovuto improvvisamente affrontare difficoltà finanziarie o emotive». Allo stesso modo, Landau spera che la comunità internazionale mostrerà compassione per le persone negli hotspot, che sono maggiormente colpite dalle molteplici crisi che stiamo affrontando. Insieme — si appella — stiamo attirando l’attenzione sulla drammatica situazione e invitiamo tutti a unirsi a noi, a partecipare e ad aiutare. Perché la fame non è una legge della natura!».

Non è la prima volta, si è detto, che Caritas Austria ricorre a questo tipo di iniziativa per sensibilizzare la popolazione sui programmi umanitari. Nel 2017, quando si è verificata una gravissima carestia nell’Africa orientale, l’organizzazione ha fatto suonare le campane delle chiese dell’intero Paese per cinque minuti, al fine di attirare l’attenzione sulla situazione inaccettabile della fame nel mondo, manifestando così un segno di solidarietà con le persone colpite e lanciando un appello alle donazioni. Da allora, le campane hanno suonato ogni 31 luglio alle tre di pomeriggio in oltre 3.000 parrocchie in Austria e anche in Alto Adige. «Le campane delle chiese ci invitano al culto, a celebrazioni come battesimi o matrimoni, suonano anche in occasioni tristi — commenta il vescovo di Feldkirch, Benno Elbs, – e sono state usate come segnale di avvertimento per tempeste o incendi. Ci hanno sempre reso sensibili alle sofferenze del mondo».

di Charles de Pechpeyrou