· Città del Vaticano ·

Piano europeo per il rilancio dell’economia

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Soddisfazione dei vescovi dopo l’annuncio del fondo da 750 miliardi di euro per superare l’emergenza

28 maggio 2020

Dopo mesi di discussioni, la Commissione europea ha presentato ieri l’atteso piano di rilancio per i Paesi colpiti dall’emergenza economica da covid-19.

Si tratta di un fondo — chiamato Next Generation Eu e illustrato alla plenaria a Bruxelles dal presidente della Commissione, Ursula von der Leyen — da 750 miliardi di euro, composto in gran parte da contributi a fondo perduto e in minima parte da prestiti che gli Stati dovranno ripagare nel corso dei prossimi decenni. I tassi di interesse saranno particolarmente favorevoli, così da rendere meno onerose le operazioni di recupero e ricostruzione nei Paesi europei maggiormente colpiti (sia da un punto di vista economico, sia da quello sanitario) dal nuovo virus.

«È come se fosse il D-Day europeo del ventunesimo secolo — ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli — perché l’Europa ha scoperto la solidarietà e scommette su una politica comune per la rinascita dell’economia, per il sostegno ai cittadini e al lavoro, con uno sguardo ai prossimi anni e all’eredità che lasceremo alle prossime generazioni».

Lo strumento si aggiungerà, e andrà a rinforzare un bilancio Ue per il 2021-27 di 1.100 miliardi di euro. Il pacchetto di Next Generation Eu, insieme al Mff, arriverà a 1.850 miliardi, che si aggiungono ai 540 di prestiti previsti nelle misure già varate con i piani della Bei, il piano Sure e le linee di credito del Mes.

L’Italia, Paese europeo più colpito dalla pandemia di covid-19, è il primo beneficiario di Next Generation Eu, con 172,7 miliardi di euro su 750. «Un ottimo segnale», ha commentato il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giuseppe Conte. Seguono poi, con 140,4 miliardi la Spagna, la Polonia con 63,8 miliardi e la Francia, con 38,7.

Ora il piano di recupero dovrà però passare l’esame della Commissione europea e ricevere l’approvazione di tutti i 27 Paesi dell’Unione. Un percorso complesso viste le prime reazioni negative che sono arrivate dai 4 Paesi — Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia — che si oppongono al piano. Il primo ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, ha già fatto sapere che saranno necessari molti negoziati prima di trovare un accordo.

Soddisfazione per il Next Generation Eu è stata espressa dai vescovi europei, che in un comunicato diffuso oggi plaudono alla iniziativa e lanciano un appello agli Stati membri perché trovino «un accordo rapido» al piano di risanamento e al prossimo quadro finanziario pluriennale. In una nota, la Commissione degli episcopati dell’Ue (Comece) afferma che «l’idea del Next Generation Eu per consentire alla Commissione europea di raccogliere 750 miliardi di euro da assegnare agli Stati membri bisognosi segue l’appello di Papa Francesco, nel messaggio di Pasqua, all’Unione europea perché non perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative». «Mentre accogliamo l’iniziativa — aggiungono i vescovi europei — chiediamo un rapido accordo tra gli Stati membri e il Parlamento Ue sul piano di risanamento e sul prossimo quadro finanziario pluriennale». «La discussione — precisano — dovrebbe essere diretta al bene comune e guidata in uno spirito di solidarietà».

In un appello lanciato ieri alla vigilia della riunione a Bruxelles, la Comece aveva ricordato che «l’Ue ha l'opportunità di fare un importante passo avanti per affermare ed esprimere la propria solidarietà».