· Città del Vaticano ·

Cristiani uniti per proteggere il pianeta e chi lo abita

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Il «Tempo del creato» si celebra tra settembre e ottobre prossimi

26 maggio 2020

«Mentre il mondo vive una profonda incertezza e sofferenza nel mezzo di un’emergenza globale, siamo chiamati a riconoscere che per avere una risposta veramente sana bisogna capire che “tutto è connesso” e ricostruire i legami che abbiamo spezzato». Con un forte richiamo alla drammatica attualità del coronavirus che sta colpendo uomini e donne a ogni latitudine del pianeta, il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (Dssui) invita tutti i cattolici a partecipare attivamente alla prossima edizione del «Tempo del creato»: la celebrazione ecumenica annuale di preghiera e azione che, dal 1° settembre al 4 ottobre, coinvolge cristiani di ogni confessione per proteggere il pianeta e chi lo abita.

In particolare in questo 2020 l’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Anno speciale Laudato si’, apertosi — sempre su impulso del dicastero — domenica 24 maggio, nel quinquennale dell’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. È stato il segretario del dicastero, monsignor Bruno-Marie Duffé, con una lettera indirizzata a tutti i cattolici proprio il 24 e diffusa sui media lunedì 25, a spiegarne motivazioni e obiettivi. Il prelato ha preso spunto dalle parole pronunciate dal Pontefice nell’udienza generale del 22 aprile, in occasione della cinquantesima Giornata mondiale della terra, in cui esortava a una comune consapevolezza e un’operosità condivisa: «come la tragica pandemia» di covid-19 «ci sta dimostrando, soltanto insieme e facendoci carico dei più fragili possiamo vincere le sfide globali». Ecco allora l’esortazione del segretario del Dssui a unirsi alla celebrazione significativamente compresa tra la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1° settembre) e la festa di san Francesco d’Assisi (4 ottobre).

È tempo — scrive monsignor Duffé ricordando quanto Papa Francesco disse in occasione della scorsa edizione — di «intraprendere azioni profetiche», di fare «scelte coraggiose», di «orientare il pianeta verso la vita anziché incontro alla morte». Un messaggio questo, aggiunge il prelato, che richiede di «occuparci di ciò che sta mettendo a dura prova i più vulnerabili tra noi». Anche perché, osserva, «ci rendiamo conto che dobbiamo crescere sempre più in solidarietà e prenderci cura gli uni degli altri in fraternità».

Il «Tempo del creato» prevede, come lo scorso anno, appuntamenti a livello globale, con il coinvolgimento preferenziale dei giovani. Ma fondamentale risulterà la rete di iniziative diffuse che si distribuiranno sul piano locale e saranno condivise, anche tramite il web, in una sorta di unico abbraccio amorevole verso il pianeta Terra e l’uomo che lo abita. Per questo monsignor Duffé fa riferimento all’esortazione apostolica Querida Amazonia per incoraggiare «il popolo di Dio ad accelerare i suoi passi verso nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale, pianificando attività per il “Tempo del creato”». E propone anche dei suggerimenti pratici: queste attività «potrebbero includere — spiega — una messa speciale, o un pellegrinaggio a piedi, pratiche di sostenibilità o iniziative di mobilitazione per rispondere tanto al grido della terra quanto al grido dei poveri».

Infine, attingendo alla Laudato si’, il segretario del Dssui si rivolge direttamente ai pastori, ai vescovi e alle istituzioni ecclesiali affinché aiutino «i fedeli a essere consapevoli che vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana».