· Città del Vaticano ·

Comunità più verdi

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Caritas Filippine rilancia l’impegno a favore del rispetto dell’ambiente

26 maggio 2020

Una guida da distribuire alle comunità locali con l’obiettivo di promuovere «azioni concrete» sotto il profilo «ecologico», un programma della durata di un anno chiamato «iniziative verdi» per garantire fra l’altro la sicurezza alimentare nelle comunità una volta conclusa l’emergenza coronavirus: sono alcune delle iniziative avviate in questi giorni dalla Caritas Filippine, in occasione del quinto anniversario dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco sulla cura della casa comune. Per il responsabile dell’organizzazione, monsignor José Colin M. Bagaforo, vescovo di Kidapawan, queste riflessioni promosse dalla Chiesa non sono solo un’evocazione del documento pontificio, ma servono anche ad «articolarne i risultati e le sfide». D’altronde, prosegue il presule, sembra ormai acquisito che la diffusione delle malattie infettive, come l’attuale pandemia di covid-19, sia «legata in modo stretto alla distruzione dell’habitat nei nostri ecosistemi».

Nel presentare la nuova guida, il vescovo di Kidapawan spiega che il volume ha come scopo quello di aiutare i lettori a esaminare la dimensione personale, di leadership e comunitaria «testimoniando l’importanza delle nostre preoccupazioni in tema ambientale». Don Edwin Gariguez, segretario esecutivo di Caritas Filippine, aggiunge che la pubblicazione aiuterà «a guardare a noi stessi» e valutare «se stiamo contribuendo o meno» alla soluzione del problema. Il libretto, prosegue, è un promemoria per le comunità delle «piccole cose che possiamo fare» per salvare l’ambiente e promuovere «attività che favoriscano la consapevolezza ecologica».

Nell’introduzione della nuova guida, intitolata «Rendere le nostre comunità più verdi», la Caritas Filippine — chiamata anche Servizio nazionale per l’azione sociale (Nassa) — ribadisce che «l’enciclica Laudato si’ incoraggia le singole persone, le comunità e le istituzioni a partecipare alla conversione ecologica. Per combattere la crisi ecologica globale che stiamo vivendo, è necessario lasciarci trasformare, dare un contributo rilevante come comunità, come Chiesa, come organizzazione, in modo tale che tutti possano offrire soluzioni». «Le nostre comunità dovrebbero prendere parte a un’azione globale per proteggere il pianeta — si legge ancora — la risposta alla sfida presentata da Papa Francesco inizia con piccole azioni efficaci che trasformano ognuno di noi, ma riguarda anche azioni sostenibili su vasta scala che incidono sull’umanità intera». In concreto, le “azioni ecologiche” proposte consistono nell’evitare l’uso di plastica e carta, ridurre il consumo di acqua, favorire la raccolta differenziata, cucinare solo ciò che può essere ragionevolmente consumato e combattere efficacemente lo spreco alimentare, avere cura per gli altri esseri viventi, utilizzare i mezzi pubblici o praticare il covetturaggio, piantare alberi, spegnere la luce quando non è necessaria e riciclare il più possibile. «Con queste “azioni ecologiche” — assicura l’organizzazione caritativa — potremo diventare “eco-comunità”, “eco-parrocchie”, o “eco-scuole” e adottare un “eco-ministero” nelle nostre organizzazioni, comunità o congregazioni». «Facciamo in modo che tutte queste “azioni verdi” diventino parte della nostra vita quotidiana e si diffondano nelle nostre comunità», auspica la Caritas, ricordando che Papa Francesco «ha immaginato un mondo pulito, non un mondo di “sporcizia” ma un mondo ecologicamente vivibile e sostenibile».

La seconda iniziativa di rilievo della Caritas in ambito ecologico, si è detto, è la campagna «iniziative verdi», che anch’essa «intende intensificare le azioni a favore dell’ambiente in vista di proteggere la nostra casa comune attraverso la partecipazione delle diverse diocesi, parrocchie, comunità e partner online».

«Ispirata dallo spirito e dai principi dell’enciclica del Papa e della lettera pastorale della Conferenza dei vescovi delle Filippine sulla conversione ecologica e l’emergenza climatica» del 2019, la Caritas si impegna «a concentrare le azioni della campagna ambientale per il 2020 promuovendo tre settori nei quali da anni si prodiga con slancio in collaborazione con l’insieme delle altre istituzioni cattoliche».

Il primo settore riguarda la sicurezza alimentare. In ogni diocesi del Paese i cattolici sono invitati a creare e dedicarsi alla cura degli orti nelle parrocchie, nelle comunità e in ogni famiglia privilegiando la tecnologia biologica integrata dell’agricoltura. Questo «per garantire che il cibo prodotto in casa contenga valori nutritivi». Inizialmente la parrocchia può semplicemente  predisporre un orto alimentare come fonte d’ispirazione per le comunità. Questa iniziativa di agricoltura comunitaria può essere realizzata in collaborazione con alcune agenzie governative che forniscono servizi agricoli, come semi di ortaggi, strumenti e assistenza tecnica. La Caritas Filippine assicura che «contribuirà grazie ai progetti già esistenti in corso di attuazione alla promozione dell’agricoltura biologica nelle diocesi». Per garantire il monitoraggio e la condivisione creativa dei migliori esempi di realizzazione sulla piattaforma dei social media, verrà creata una pagina Facebook dedicata.

In secondo luogo, in previsione dell’intensificazione delle pressioni per l’approvazione del disegno di legge sulla tutela dell’ambiente presentato al Senato e alla Camera dei rappresentanti, le diocesi, attraverso i rispettivi centri di azione sociale, sono incoraggiate a sollecitare questo sostegno inviando una lettera in questo senso ai loro rappresentanti e senatori distrettuali affinché votino a favore dell’approvazione di questo progetto di legge nelle Filippine e per far sì che la delibera intervenga rapidamente. Le comunità possono anche fare pressioni sulle ordinanze e le politiche locali a sostegno della cura dell’ambiente e per garantirne l’attuazione. Sono previsti il monitoraggio e la condivisione creativa delle migliori attuazioni sui social media.

L’ultimo aspetto riguarda infine gli investimenti verso le energie pulite e rinnovabili. Ispirandosi anche alla lettera pastorale dei vescovi filippini, dal titolo «Un appello urgente per la conversione ecologica — Speranza di fronte all’emergenza climatica», in cui suggerivano che «le risorse finanziarie delle istituzioni cattoliche non dovessero più servire a finanziare industrie inquinanti come le centrali elettriche a carbone, le società minerarie e altre industrie distruttive ed estrattive», la Caritas ribadisce quanto «è necessario incoraggiare la cessione di tali titoli». La nuova campagna invita quindi le diocesi e le istituzioni cattoliche a «sostenere gli sforzi per affidare l’insieme dei loro fondi alle istituzioni che investono in energia pulita e rinnovabile».

di Charles de Pechpeyrou