· Città del Vaticano ·

Andrea, il primo a rispondere

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Lettere dal direttore

30 novembre 2019

Andrea, pescatore di Cafarnao come il fratello Simon Pietro, era anche lui figlio di Giona, nato a Betsaida probabilmente qualche anno prima di Gesù, morto circa trent’anni dopo anche lui in croce in Grecia, a Patrasso. Il quarto Vangelo annota che Andrea era stato in precedenza discepolo di Giovanni il Battista, che gli indicò Gesù come «agnello di Dio»; fu quindi lui il primo a riconoscere in Gesù il Messia e lo fece conoscere al fratello (Giovanni 1, 41), da qui l’appellativo con cui viene indicato, soprattutto nella Chiesa ortodossa, di Protocletos o il Primo chiamato.

La figura di Andrea ci ricorda che, come disse Benedetto XVI il 4 marzo 2011 in occasione della visita al Seminario romano maggiore per la festa della Madonna della Fiducia, «la vita cristiana comincia con una chiamata e rimane sempre una risposta, fino alla fine».

Non siamo noi uomini a prendere l’iniziativa, così ci racconta il testo biblico, ma è Dio, che ci precede, primerea come dice Papa Francesco, e gioca d’anticipo chiamandoci, convocandoci: questa è la Ecclesia, la convocazione, si potrebbe dire anche l’invito, l’invito a una festa, a un banchetto per la precisazione. «Ho ricevuto il mio invito / alla festa di questo mondo; / la mia vita è stata benedetta», canta il poeta indiano Tagore, «in questa festa dovevo soltanto /suonare il mio strumento:/ ho fatto come meglio potevo / la parte che mi era stata assegnata».

Andrea ha suonato, fino alla fine, il suo strumento, ha risposto alla convocazione, ha fatto la sua parte nella vita dell’Ecclesia, nel suo caso davvero cum Petro e sub Petro. Lo ha fatto, primo di tutta la schiera dei cristiani, rispondendo sì una mattina di quasi duemila anni fa sulle sponde di un piccolo lago mentre rassettava le reti a fianco al fratello. Ma quello che conta di più è che Andrea ci ricorda che si è uomini se si è responsabili, cioè capaci di rispondere ad una chiamata che ci precede, ci risveglia e mette in moto la nostra vita. La fede è il nome che diamo a questa risposta che di fatto coincide con la nostra vita: un dire sì (o no), ad una proposta che interpella la nostra libertà.

A. M.