Nelle sale italiane «Skyfall» uno dei più riusciti capitoli della saga
007 licenza di piangere
Un Bond più tormentato con il passare degli anni
Per celebrare i cinquant’anni dell’agente segreto più famoso al mondo,
omaggiato nientemeno che dalla regina Elisabetta all’olimpiade londinese, ci
voleva un film all’altezza. 007 Skyfall non delude le attese: il 23°
capitolo è uno dei meglio riusciti della più longeva saga cinematografica della
storia.
Il regista Sam Mendes, pur non rinunciando a una sua originale lettura del
personaggio, ha infatti realizzato una pellicola in cui non manca nessuno degli
ingredienti classici che hanno reso leggendario James Bond: l’accattivante
canzone sui titoli di testa, azioni adrenaliniche e inseguimenti mozzafiato ben
oltre il realismo, ambientazioni esotiche, bellissime bond girls, il
cattivissimo di turno, ma anche l’immancabile Vodka Martini — shaken, not
stirred — e neppure la vecchia, mitica e superaccessoriata Aston Martin
DB5, richiamata in servizio (tra gli applausi in sala) al pari di miss
Moneypenny, incomparabili trait d’union tra passato e futuro.
Grazie a un cast di sicuro spessore — su tutti uno strepitoso Javier Bardem, che dà vita a un cattivo all’altezza di Goldfinger, Dr. No e Rosa Klebbs — Mendes regala agli appassionati un film degno del mito di Bond, condendolo con ghiotte citazioni che dissemina qua e là in un tanto nostalgico e quanto doveroso omaggio al passato. Ma il suo merito più grande è quello di andare oltre il film di genere, soprattutto per l’originalità della lettura dei personaggi di 007 e di M. Il Bond di oggi risponde a meno cliché, è meno attratto dai piaceri della vita, molto più cupo e introspettivo, meno invulnerabile fisicamente e psicologicamente, e per questo più umano, capace persino di commuoversi e piangere: in una parola, più reale.
Ma assicura l'attore Daniel Craig che veste i panni di quest'ultimo 007: “Abbiamo reso più veri i personaggi, più drammatica e toccante la storia, rimosso molti luoghi tradizionali e shakerato quelli comuni. Ora inizia un nuovo Bond, sono state create tutte le premesse per le storie che verranno. Ma ne sono convinto: siamo rimasti molto fedeli a Bond e alla sua filosofia. Non lo abbiamo tradito”.
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