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Zuckerberg
alla prova del congresso

· Audizione sullo scandalo Cambridge Analytica ·

Sono ore di fuoco per Mark Zuckerberg, il fondatore e amministratore delegato di Facebook, che oggi è chiamato ad affrontare un’audizione al congresso degli Stati Uniti in merito allo scandalo dei dati personali venduti alla società britannica Cambridge Analytica e usati per pubblicità e propaganda politica. 

I dati di circa 87 milioni di persone iscritte al social network sono finite nelle mani di chi non dovevano finire. L’udienza (oggi e domani) sarà trasmesse in diretta streaming. Molto probabilmente Zuckerberg seguirà la linea dei giorni scorsi: quella di ammettere le colpe dell’azienda e di annunciare nuove misure di sicurezza. Come d’altronde ha già iniziato a fare sul suo profilo Facebook. Circa venti ore fa, in un lungo post, Zuckerberg ha ribadito che la lotta per la sicurezza e il rispetto dell’informazione sarà una delle priorità del 2018. Sarà inoltre composta una commissione di ricerca sull'impatto che Facebook (e le società cui era collegato) ha avuto nelle elezioni. Troppo facile, dicono i critici. Si moltiplicano le campagne in rete per abbandonare il social network. L’ultimo volto noto a lasciare la piattaforma è stato Steve Wozniak, co-fondatore di Apple e ora diventato uno dei maggiori critici di Zuckerberg. Anche i governi di molti paesi stanno prendendo le misure. «Facebook deve fornirci tutti i dati sulle altre società specializzate in marketing politici con cui aveva stretto accordi perché gli utenti spiati potrebbero essere molti di più» ha detto il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali in Italia, Antonello Soro.

Intanto, anche Youtube, la piattaforma video di Google, è finita sotto accusa. Un gruppo di consumatori statunitensi ha presentato un reclamo sostenendo che Youtube avrebbe raccolto illegalmente i dati di utenti minorenni.

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09 dicembre 2019

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