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Yemen
sull’orlo del baratro

· ​Appello dell’Onu per la fine delle violenze ·

Bambino yemenita ricoverato in un ospedale a Sana’a (Ansa)

«La violenza in Yemen deve fermarsi, con una tregua immediata vicino a infrastrutture cruciali e aree densamente popolate». Questo l’appello lanciato ieri dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, secondo il quale la tregua servirà per «scongiurare una catastrofe imminente». Le importazioni commerciali e umanitarie di cibo, carburante e altri beni di prima necessità — ha spiegato — «devono avere accesso senza restrizioni; bisogna poi sostenere l’economia yemenita e aumentare i finanziamenti internazionali».

Il quadro tracciato dal capo del palazzo di Vetro è drammatico. «Quella in Yemen è la peggiore crisi umanitaria nel mondo e non è un disastro naturale, è fatta dall’uomo. Il paese si trova sull’orlo di un precipizio» ha detto Guterres. «La situazione umanitaria è disperata; dobbiamo fare tutto il possibile per impedire che le già gravi condizioni degenerino nella peggiore carestia da decenni» ha aggiunto, sottolineando che però sul fronte politico «ci sono segni di speranza». Per questo Il segretario generale ha esortato «le parti a superare gli ostacoli e a risolvere le differenze attraverso il dialogo durante le consultazioni facilitate dall’Onu alla fine del mese».

I dati confermano queste parole. Secondo l’Unicef (il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), due terzi della popolazione, circa 18 milioni di persone, non sanno cosa mangeranno domani. Più di 8,4 milioni di loro sono alla fame a causa della guerra.

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18 febbraio 2020

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