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Yemen sull’orlo del baratro

· I ribelli sciiti sciolgono il Parlamento e annunciano la costituzione di un Comitato rivoluzionario ·

Caos e violenza nello Yemen. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione per la situazione nel Paese della penisola arabica, dove ieri i ribelli sciiti huthi hanno sciolto il Parlamento, dopo avere costretto il presidente Hadi a lasciare definitivamente il proprio incarico. 

Ribelli huthi festeggiano la conquista del Parlamento yemenita (Ansa)

Il Consiglio di sicurezza si è detto disposto a prendere «ulteriori misure» nel caso in cui i negoziati guidati dall’Onu non vengano ripresi al più presto. L’inviato del Palazzo di vetro nello Yemen, Yamal Benomar, ha lasciato San’a dopo una visita di due settimane in cui ha tentato di sbloccare la situazione di stallo nel dialogo, ma senza successo.

Dunque, la crisi nello Yemen sembra essere entrata in una fase ancor più acuta. Ieri i ribelli sciiti hanno rotto gli indugi, annunciando appunto di aver sciolto il Parlamento e di avere ormai il controllo del Paese. Un paio d’ore dopo l’annuncio, in un documento letto alla televisione di Stato (da giorni nelle loro mani), gli huthi hanno reso noto di aver formato un Comitato rivoluzionario che assumerà le funzioni dell’Esecutivo. Si è trattato — stando a quanto riferito dai ribelli stessi — di «una dichiarazione costituzionale» fatta dal palazzo presidenziale di San’a: il Comitato è stato incaricato di formare un nuovo Parlamento di 551 membri e un Consiglio presidenziale di cinque responsabili. Questo nuovo organismo sostituirà l’ex presidente Hadi e il precedente Esecutivo per un periodo di transizione fissato in due anni.

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