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Yemen: gli huthi fermano
gli attacchi a Riad

· Decisione presa per allentare le tensioni internazionali ·

I ribelli yemeniti huthi hanno annunciato l’interruzione degli attacchi con droni e missili balistici contro l’Arabia Saudita, rimanendo in attesa di una «reazione positiva» da parte di Riad e della comunità internazionale.

Il portavoce dell’esercito  huthi, Yahya Saree (Afp)

La decisione è stata comunicata ieri sera da Mahdi al-Mashat, capo del supremo consiglio politico degli huthi, e trasmessa dalla emittente televisiva satellitare al-Masirah. I ribelli huthi, che si dice siano sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato i recenti attacchi con droni a diversi impianti petroliferi sauditi, episodi che hanno inasprito i già tesi rapporti diplomatici fra Iran e Stati Uniti.

Oltre a stemperare le tensioni tra Washington e Teheran, l’annuncio potrebbe costituire il primo passo verso un più ampio cessate il fuoco nello Yemen. Il conflitto — in corso dal 2014 e descritto dalle Nazioni Unite come «la peggiore crisi umanitaria globale» — ha già provocato la morte di decine di migliaia di persone, in un paese classificato tra i più poveri al mondo.

L’attacco di sabato scorso alla più importante raffineria di petrolio di Riad ha provocato il blocco per molte ore di più della metà della produzione giornaliera di greggio del paese. L’Arabia Saudita e gli Stati Uniti hanno incolpato dei raid Teheran, che ha sempre negato ogni coinvolgimento. «Tutto indica che l’Iran sia responsabile dell’attacco», ha dichiarato il segretario alla Difesa statunitense, Mark Esper, spiegando che le indagini condotte dagli esperti sauditi e americani fanno ritenere che le armi impiegate (droni e un missile inesploso) siano di fabbricazione iraniana e non siano state lanciate dallo Yemen, come invece sostenuto dalle autorità di Teheran.

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