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Yemen in ginocchio

· Dopo l’uccisione dell’ex presidente Saleh l’Onu teme sviluppi negativi ·

Un miliziano huthi tra le macerie  delle bombe a Sana’a (Epa)

La recente uccisione dell’ex presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, e di alcuni leader del Congresso generale del popolo (Gpc, il partito al governo), costituisce «sviluppi negativi, contribuendo a un notevole cambiamento delle dinamiche politiche» nel paese. Lo ha detto ieri l’inviato speciale delle Nazioni Unite nello Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, durante una riunione del Consiglio di sicurezza. Nello stesso consesso, il direttore degli affari umanitari delle Nazioni Unite, Mark Lowcock, ha sottolineato che la situazione umanitaria nel paese rimane molto grave, con milioni di persone sull’orlo della più grande carestia dei tempi moderni.

Secondo il World Food Programme, oltre 17 milioni di yemeniti (quasi i due terzi della popolazione) non sanno come potranno procurarsi il loro prossimo pasto, mentre ben 8,5 milioni di persone sono sull’orlo della carestia. E quasi 21 milioni di yemeniti hanno bisogno di aiuti umanitari o di protezione, dipendendo totalmente dall’assistenza alimentare fornita dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni umanitarie.

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18 luglio 2018

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