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Wunderkammer delle reliquie

· Nella Cappella voluta dai Medici a Palazzo Pitti ·

«La nostra intima comunione con i santi del cielo viene rinvigorita dalla venerazione delle reliquie e dalla partecipazione all’unica liturgia celebrata dalla Chiesa in unione piena fra terra e cielo». 

Manifattura tedesca«Reliquiario a encolpio» (XIV secolo)

Così scrive il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze in introduzione a Sacri splendori. Il Tesoro della Cappella delle reliquie in Palazzo Pitti (Livorno, Sillabe, 2014, pagine 304, euro 35) catalogo della mostra che, a cura di Riccardo Gennaioli e Maria Sframeli, è stata allestita e rimarrà aperta fino al 2 novembre nel fiorentino Museo degli Argenti. La mostra viene recensita in un articolo del direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci. All’inizio, fondata al tempo di Cosimo i de’ Medici, quando la Reggia di Pitti prendeva forma, c’era, al primo piano del Palazzo, la cappella ottagonale detta “delle Reliquie”, vera e propria Wunderkammer della oreficeria sacra, scrive Paolucci. Anche se mutata nelle funzioni, la cappella esiste ancora, decorata con le pitture dei maestri fiorentini di primo Seicento, da Matteo Rosselli a Filippo Tarchiani, da Fabrizio Boschi a Giovanni Bilivert. Furono soprattutto le donne di casa Medici a dedicare alla raccolta delle reliquie, selezionate da ogni parte della cristianità, passione metodo e risorse considerevoli; in particolare Maria Maddalena von Absburg, in Italia conosciuta come Maddalena d’Austria, fondatrice della collezione e moglie del Granduca Cosimo II (1596-1621) e Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I (1549-1609) prima cardinale e poi granduca di Etruria.

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26 maggio 2019

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