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Westminster voterà

· La Corte suprema respinge il ricorso del governo sulla Brexit ·

Sulla Brexit il parlamento britannico voterà. È quanto stabilito oggi dalla Corte suprema di Londra. Il governo prende atto della decisione, che respinge il suo appello, e annuncia che sarà presentata alle camere la legge ad hoc. La Corte ha inoltre respinto l’istanza di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, che chiedevano di potersi esprimere sulle decisioni in materia di uscita del Regno Unito dall’Ue prese a Londra.

Il presidente della Corte suprema di Londra legge il verdetto   (Ap)

La Corte suprema ha disposto dunque in via definitiva che la notifica dell’articolo 50 del trattato di Lisbona per l’avvio dei negoziati con l’Unione europea dovrà essere autorizzata da un voto di Westminster. Il verdetto conferma quello di primo grado emesso lo scorso novembre dall’Alta corte e, dunque, respinge il ricorso presentato a dicembre dal premier britannico Theresa May, che invocava il diritto ad attivare l’articolo 50 d’autorità, senza il passaggio al parlamento britannico. In sostanza, la Corte ha stabilito che il governo ha diritto, in nome della cosiddetta Royal Prerogative, di avviare autonomamente l’uscita da un trattato internazionale, ma deve avere il via libera del parlamento nel caso in cui questo comporti un cambiamento della legislazione in Gran Bretagna. E questo è il caso dell’uscita dall’Unione europea. Il governo si è detto «deluso» dell’esito della controversia legale, ma «lo rispetta e attuerà quanto richiesto dal verdetto» come ha affermato l’alto funzionario, Jeremy Wright, notando peraltro che questo verdetto non mette in discussione il referendum. Come detto, oggi sarà presentata alle camere una legge ad hoc per l’avvio alle procedure di uscita dall’Ue.

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25 marzo 2019

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