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Washington teme altre violenze

· Resta altissima la tensione dopo il mortale assalto della scorsa settimana al consolato statunitense di Bengasi ·

Gli Stati Uniti si preparano a un periodo prolungato di agitazioni nel mondo, un’instabilità ― secondo alcuni rappresentanti dell’amministrazione di Washington ― con conseguenze diplomatiche e politiche imprevedibili. D’altra parte non si placano le proteste  contro il film prodotto negli Stati Uniti e ritenuto offensivo dell’islam.

A Karachi, in Pakistan,  un dimostrante è morto e almeno altri 11 sono stati feriti nella notte di proteste. Lo riferisce il giornale «The Express Tribune». Centinaia di manifestanti del gruppo islamico Majlis Wahdat-e-Muslimeen si erano radunati davanti al consolato statunitense per un sit-in. La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la folla. Nello Yemen centinaia di estremisti protestano oggi a San’a chiedendo l’espulsione dell’ambasciatore statunitense. E scontri si registrano anche a Jakarta.

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16 luglio 2019

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