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Washington
invia armi a curdi

· La mossa rischia di alimentare tensioni con Ankara ·

La Casa Bianca ha approvato ieri l’invio di armi alle forze curde siriane che combattono contro il cosiddetto stato islamico (Is) nel nord-est della Siria. La mossa — dicono gli analisti — rischia di alimentare le tensioni con la Turchia che considera i curdi siriani legati al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk, organizzazione considerata di matrice terroristica da Ankara). 

Membri dell’amministrazione Trump hanno lanciato il progetto ieri alla Casa Bianca con il segretario alla difesa, James Mattis, collegato in video conferenza. L’ordine è stato firmato e «consente che l’avvio del processo diventi operativo», riferisce la Nbc. Secondo la Bbc, che cita una fonte del Pentagono, le armi inviate ai curdi siriani includono, munizioni, armi leggere, mitragliatrici pesanti e blindati che, sostiene sempre la fonte, il Pentagono «cercherà di riottenere indietro» dopo la conquista di Raqqa, una delle ultime roccaforti dell’Is in Siria. Quest’ultima clausola sarebbe una sorta garanzia minima alla Turchia che considera i curdi una minaccia. Va detto che i curdi dell’Ypg (Unità di protezione popolare) sono stati finora i migliori alleati degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo jihadista. Da soli hanno riconquistato Kobane nel gennaio 2015 e finora hanno giocato un ruolo di primo piano nella battaglia per la riconquista di ampi territori nella Siria centrale. Al momento non sono stati resi noti i tempi di consegna delle armi. Senza dubbio la questione dei rifornimenti ai curdi sarà sul tavolo del prossimo incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, in agenda per il 16 e 17 maggio. Una delegazione del governo turco ha avuto ieri un incontro con il consigliere capo per la sicurezza internazionale di Trump, Herbert Raymond McMaster, per preparare la visita alla Casa Bianca. La delegazione era composta dal capo di stato maggiore Hulusi Akar, dal numero uno dell’intelligence turca Hakan Fidan e dal consigliere per la politica estera del presidente turco, İbrahim Kalın.

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21 febbraio 2018

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