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Washington
fuori dall’intesa sui missili
a corto e medio raggio

· ​L’annuncio di Donald Trump provoca la reazione di Mosca e di Pechino ·

È una delle pietre miliari del disgelo che portò alla fine della guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Un trattato firmato nel 1987 a Washington da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov per limitare il numero dei missili a corto e medio raggio dispiegati in Europa, frutto dello storico vertice tra i due leader svoltosi l’anno prima a Reykjavik. Ora Donald Trump è pronto a uscirne. La notizia, anticipata dal «New York Times», è stata confermata nel pomeriggio di sabato 2o dallo stesso presidente statunitense durante un incontro con alcuni giornalisti svoltosi a margine di un comizio elettorale in Nevada. «Porremo fine all’intesa che Mosca viola da anni», ha infatti annunciato il presidente. E una volta ritiratisi dall’Intermediate Range Nuclear Forces Treaty (Inf) gli Stati Uniti cercheranno una nuova intesa con Russia e Cina, «altrimenti — ha minacciato Trump — anche noi cominceremo a sviluppare nuovi armamenti». La formalizzazione dell’uscita degli Usa dall’Inf è attesa entro la fine dell’anno. Il primo a denunciare le presunte violazioni russe dell’accordo fu nel 2014 Barack Obama, che accusò Mosca di dispiegare armi nucleari tattiche, proibite dall’accordo, per intimidire i paesi dell’ex blocco sovietico avvicinatisi all’occidente e alla Nato. Il trattato Inf pose fine alla crisi degli cosiddetti euromissili, quelli con gittata da 500 a 500o chilometri, che per decenni sono stati dispiegati in Europa. L’accordo tra Reagan e Gorbaciov portò alla distruzione di 2692 missili, 846 americani e 1846 russi. E mentre il governo britannico sembra schierarsi al fianco di Donald Trump, l’iniziativa statunitense viene giudicata come «un passo, molto pericoloso» da fonti del Cremlino, che parlano di «provocazioni inaccettabili». Il portavoce del ministero degli esteri cinese ha dal canto suo definito «un errore» l’iniziativa statunitense, mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel ha usato l'aggettivo «disastroso» per spiegare la scelta di Trump.

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15 settembre 2019

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