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Washington e Mosca unite contro il terrorismo

· I servizi segreti statunitensi hanno permesso di sventare un attentato a San Pietroburgo ·

Telefonata di ringraziamenti tra Vladimir Putin e Donald Trump, dopo che i servizi segreti statunitensi hanno condiviso informazioni cruciali con i colleghi russi che hanno permesso di sventare un attentato a San Pietroburgo, progettato da terroristi legati al sedicente stato islamico (Is). Gli arresti erano già stati resi noti venerdì senza però che si sapesse del ruolo dei servizi segreti statunitensi.

Ieri, il presidente russo Putin ha telefonato al suo omologo Trump per esprimere la propria gratitudine alla Casa Bianca e per far arrivare ringraziamenti in particolare alla Cia. E ha assicurato che in caso di situazioni analoghe, le agenzie di intelligence russe sono pronte a collaborare immediatamente con le loro controparti.

La Casa Bianca ha fatto sapere che Trump ha «apprezzato la telefonata» del presidente russo e ha esteso i ringraziamenti del presidente russo al capo della Cia, Mike Pompeo, ai suoi uomini «pieni di talento» e all’intera comunità di intelligence per «un lavoro ben fatto». Trump ha anche sottolineato «l’importanza della cooperazione a livello di intelligence per sconfiggere i terroristi ovunque siano». A San Pietroburgo agenti hanno fatto irruzione in un appartamento catturando varie persone e sequestrando armi ed esplosivi. Uno dei terroristi ha confessato di aver lavorato alla preparazione di ordigni da far esplodere nella cattedrale di Kazan, che si trova quasi a metà del Nevskij prospekt, la via centrale di San Pietroburgo. Gli ordigni erano riempiti di frammenti metallici allo scopo di fare più danni possibile dopo l’esplosione in mezzo alla gente. E il gruppo aveva in mente di attaccare i passanti, anche con armi da fuoco automatiche. 

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09 dicembre 2019

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