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Washington e Mosca per una transizione pacifica

· Chiesta la ripresa dei negoziati e il rispetto della cessazione delle ostilità in Siria ·

Tra le macerie di Aleppo (Reuters)

«La necessità di proseguire i colloqui tra il Governo della Siria e l’intero spettro dell’opposizione sotto la mediazione delle Nazioni Unite e la stretta osservazione del regime di cessazione delle ostilità» sono state ribadite ieri, al termine di un colloquio, dal ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e dal segretario di Stato americano, John Kerry. Stando a fonti di Mosca, i rappresentanti delle due diplomazie «si sono scambiati le congratulazioni» in occasione del Giorno della vittoria sul nazifascismo nella seconda guerra mondiale. Lavrov, secondo un comunicato di Mosca, ha anche ricordato la necessità di «prevenire il passaggio di estremisti attraverso il confine con la Turchia». Russia e Stati Uniti sono i copresidenti del Gruppo di sostegno internazionale alla Siria, ha ricordato il ministro degli Esteri russo, ed è massimo il loro impegno nel cercare di garantire una transizione pacifica e democratica in Siria. La necessità della transizione è stata espressa anche dai partecipanti al summit del gruppo degli “Amici della Siria”, tenutosi ieri a Parigi. «Tutti insieme, europei, americani, e Paesi della regione, abbiamo lanciato un messaggio all’opposizione siriana: siate pronti a tornare al tavolo dei negoziati di pace di Ginevra per la transizione politica» ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, al termine della riunione. «La dichiarazione congiunta tra Stati Uniti e Russia è stata molto positiva e noi abbiamo dato tutto il nostro sostegno a questa iniziativa che speriamo possa garantire le condizioni per il gruppo di sostegno la settimana prossima a Vienna, e soprattutto per un nuovo round negoziale a Ginevra».

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