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Washington cerca l’intesa sul deficit

· Casa Bianca e democratici studiano un piano per il taglio della spesa pubblica ·

I tempi stringono e l’Amministrazione Obama corre ai ripari per arginare un deficit che potrebbe causare il blocco dei servizi fondamentali. La Casa Bianca e i democratici stanno lavorando a una proposta per tagliare le spese per venti miliardi di dollari, una proposta da sottoporre al vaglio del Congresso. A darne notizia è il «Wall Street Journal».

Repubblicani e democratici hanno meno di due settimane per raggiungere un accordo sul taglio delle spese ed evitare una chiusura dei servizi del Governo dal prossimo 8 aprile, quando scadrà la misura di finanziamento provvisoria. Non è chiaro — aggiunge il «Wall Street Journal» — se il piano riuscirà a soddisfare le richieste dei repubblicani, che puntano a tagli per circa 6o miliardi di dollari. Con il deficit federale che salirà a 1.650 miliardi di dollari quest’anno, la strada che Washington seguirà per controllare la spesa è divenuto il maggiore tema di confronto fra i due partiti.

I repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera, impongono le proprie condizioni: se vuole l'intesa sul debito, Obama deve accettare immediatamente consistenti tagli alla spesa pubblica. Ma il presidente tiene duro, rifiutandosi di risparmiare su scuola, ricerca e ambiente, che sono aspetti chiave del suo programma. I repubblicani alla Camera hanno la maggioranza, e anche al Senato i margini di distanza sono piuttosto ristretti. In assenza di un’intesa — come ha spiegato il segretario al Tesoro, Timothy Geithner — l’attività del Governo per quest’anno resterà senza finanziamenti certi e, come si è fatto finora, si dovrà continuare a ricorrere a «provvedimenti-tampone» della durata di due settimane per evitare la totale sospensione delle attività più necessarie.

Più volte in questi mesi il gop ha criticato le mosse decise da Washington. La finanziaria di Obama non fa sconti a nessuno: prevede misure per creare posti di lavoro e tagli a molti programmi federali, e saranno coinvolti anche la Nasa e il Pentagono. Tuttavia, non mancano investimenti importanti per lo studio, la ricerca e lo sviluppo. Sono previsti tagli ai sussidi energetici per i meno abbienti e il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici. Saranno ridotte di diverse centinaia di milioni di dollari le risorse per il welfare. Tutto per portare entro due anni il deficit dall'attuale 10,9 per cento al sette. «Capisco la frustrazione della gente — ha più volte dichiarato il presidente — anche io sono frustrato nel vedere che numerosi americani sono ancora in difficoltà».

Ma più che il deficit, la vera incognita sull’economia americana è il mercato immobiliare: in febbraio le vendite di case, dopo tre mesi consecutivi di aumenti, sono scese del 9,6 per cento, il che prospetta un totale annuo di 4,88 milioni di unità, il livello minimo da novembre. I prezzi sono calati del 5,2 per cento, a una media di 156.100 dollari, il minimo dal 2002.

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