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​Washington avverte Pyongyang

· ​Fronte comune contro le minacce nordcoreane ·

Dopo la Corea del Sud, gli Stati Uniti rassicurano anche il Giappone di fronte alla minaccia nordcoreana e cercano di coinvolgere la Cina per stringere Pyongyang in una morsa diplomatica ed economica che ha come alternativa solo l’opzione militare. A portare il messaggio dell’amministrazione Trump è il suo vice Mike Pence, sbarcato ieri a Tokyo per la seconda tappa del suo viaggio asiatico che lo porterà anche in Indonesia e in Australia. «Siamo con il popolo giapponese al cento per cento in questi tempi difficili», ha garantito Pence incontrando il premier Shinzo Abe, con cui ha condiviso la volontà di far fronte comune alla minaccia. «Il presidente Trump — ha spiegato — è determinato a lavorare con il Giappone, la Corea del Sud e gli alleati nella regione, insieme alla Cina, per raggiungere una soluzione pacifica e la denuclearizzazione dell’intera penisola coreana. Non ci fermeremo finchè non l’avremo ottenuta». «Tutte le opzioni — ha proseguito — sono sul tavolo, ma crediamo che la strada più efficace sia il dialogo nella famiglia di nazioni che possono isolare e fare pressione sulla Corea del Nord perchè abbandoni permanentemente e smantelli il suo programma per le armi nucleari e i missili balistici». Dopo i moniti verbali («la pazienza strategica è finita») e gli attacchi missilistici in Siria e in Afghanistan, Washington rilancia la via del dialogo. Dal canto suo, Pechino ha già invitato la Corea del Nord alla moderazione ma per ora senza risultato. Pyongyang ha anzi tentato di lanciare un nuovo missile, anche se ha fallito, e ha ribadito di voler continuare i suoi test missilistici addirittura «su base settimanale», pronta ad una «guerra a tutto campo» se gli Stati Uniti saranno «saranno così spericolati da usare mezzi militari». Inoltre, Washington confida nella forza di dissuasione anche economica di Pechino, primo partner commerciale di Pyongyang.

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22 febbraio 2018

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