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Voto sull’Europa

· Britannici alle urne per decidere se lasciare o meno l’Unione ·

I mercati scommettono sul Remain. Nel giorno in cui i cittadini della Gran Bretagna decidono se restare o meno nell’Unione europea, le Borse si muovono in rialzo e a fine mattinata tutte le principali piazze del continente registrano guadagni.

Ma la tensione resta alta: a Bruxelles il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, sta avendo una serie di colloqui con tutti i capi di Stato e di Governo dell’Unione per cercare di capire quali scenari si apriranno nel caso prevalga il Leave e dunque Londra decida di uscire. Tutti attendono con impazienza le 22, quando saranno chiuse le urne e inizieranno ad arrivare i primi exit poll. Per i primi risultati ufficiali bisognerà attendere mezzanotte. Juncker, ieri, ha usato parole molto dure. Un voto «per il fuori, significa fuori» ha messo in chiaro il presidente, aggiungendo: «Voglio dire agli elettori britannici che non ci sarà nessun altro tipo di negoziato» perché finora «Cameron ha ottenuto il massimo di quello che poteva avere e noi abbiamo concesso il massimo che potevamo dare». Insomma, non è previsto un piano “b” e l’unico negoziato con Londra sarà quello sulle disposizioni giuridiche necessarie per regolare l’addio alla costruzione europea. Il Regno Unito dovrà intavolare trattative con tutti i Paesi dell’Unione. In ogni caso, Juncker ha chiarito che non intende dimettersi nel caso di una vittoria del Leave. Il presidente francese, François Hollande, ha già annunciato che, in caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione, terrà un discorso ai suoi concittadini. In Gran Bretagna le urne si sono aperte alle otto e si potrà votare fino alle 23. Gli ultimi sondaggi danno il Remain (52 per cento) un soffio avanti al Leave (48 per cento).

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23 ottobre 2019

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