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Voto nella paura

· In Francia al via il primo turno delle presidenziali ·

Parigi, 22. Sono iniziate poche ore fa le prime operazioni di voto in quelle che si annunciano come le più complesse e tese elezioni presidenziali francesi del dopoguerra. I seggi si sono già aperti nei territori d’oltremare mentre in patria si continua a discutere delle responsabilità e delle conseguenze del grave attacco, avvenuto due giorni fa sugli Champs-Élysées, nel cuore di Parigi.

La tensione è altissima in vista della giornata di domani. Circa 47 milioni di persone si recheranno alle urne per questo primo turno. Il secondo turno ci sarà il 7 maggio. Il governo «è totalmente mobilitato» ha assicurato il premier Bernard Cazeneuve, chiedendo di «non cedere alla paura» né «alle divisioni. Deve prevalere l’unità».

Una circolare dei servizi francesi — pubblicata dal quotidiano «Le Parisien» — riferisce che al primo posto fra i rischi c'è «la minaccia jihadista, costante e sostanziale». Per questo, nei seggi, considerati i luoghi più vulnerabili domani, si definisce «indispensabile la presenza della polizia all’apertura», con un contatto permanente anche «nelle prefetture e nei luoghi di spoglio». È stata intanto prolungata la detenzione dei due presunti jinadisti arrestati ieri a Marsiglia con l’accusa di pianificare un attacco «imminente».

Sul piano politico, il dibattito è serrato. In un editoriale il noto quotidiano statunitense «The Washington Post» ha definito il voto «un test per l’occidente». Dopo l' attentato sugli Champs Elysées Macron, Le Pen e Fillon hanno annullato i comizi. L’unico a non cambiare programma è stato Mélenchon, esponente dell’estrema sinistra. La leader del Front National è intervenuta chiedendo di «reintrodurre le frontiere nello spazio Schengen». Immediata la replica del premier Cazeneuve che ha accusato Le Pen di strumentalizzare l’attentato. Anche il candidato dei Républicains Fillon ha promesso il pugno di ferro.

Intervenendo ieri, a meno di 48 ore dagli attacchi, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l’attacco «rafforzerà Le Pen» perché è «la candidata con la posizione più dura sulle frontiere». Gli danno ragione i sondaggi: nell’unico sondaggio realizzato dopo l’attentato Le Pen guadagna un punto percentuale, resta seconda dietro Macron e distanzia Fillon e Mélenchon. L’indagine — pubblicata da Le Point — vede il leader di En Marche! al 24,5 per cento, Le Pen al 23, Fillon e Mélenchon entrambi al 19. La partita — dicono gli analisti — sembra davvero aperta e le sorprese non dovrebbero mancare.

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