Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Voglio essere come 3P

· Sabato a Palermo la beatificazione di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 ·

Il 15 settembre del 1993 sarebbe un giorno come tanti altri a Palermo, scrive Emilio Ranzato, se non fosse anche l’ultimo compleanno di don Pino Puglisi, il parroco che da due anni si occupa di allontanare i bambini dalla strada e dalla criminalità. Ma soprattutto, se a far sì che sia appunto l’ultimo, non fossero quelle maestranze mafiose a cui il prete, prima di essere colpito da un colpo di pistola, dice quasi con serenità: «Vi aspettavo».

È la prima scena di Alla luce del sole, il film diretto nel 2005 da Roberto Faenza, e dal regista stesso scritto anche con la collaborazione di suor Carolina Iavazzo, la suora che fino all’ultimo ha assistito don Puglisi nel suo operato.

Dopo l’assunto, ripercorriamo dunque dall’inizio i due anni che questo prete combattivo ha passato nella chiesa di San Gaetano, quartiere Brancaccio del capoluogo siciliano, uno dei tanti feudi della criminalità organizzata. La missione di don Puglisi sarà fin dall’inizio quella di salvare il salvabile. Ossia di rivolgersi non tanto a quella parte della comunità ormai corrotta, con la prospettiva di affrontare un muro contro muro purtroppo impari e quindi inutile, quanto a chi dall’idea della mafia non è ancora stato inquinato del tutto. I bambini, appunto. Nonostante tracce di quell’inquinamento siano già evidenti nei loro gesti e nelle loro parole incoscienti.

«Il male — scrive Andrea, dodicenne palermitano nato a Brancaccio nel suo diario il 20 luglio 1992, quando, dopo il sangue di Capaci è stata la volta di via d’Amelio — non può essere mai l’ultima parola. Fino a quando resiste un solo grammo di bene, questo grammo è come un atomo che contiene un’energia immensa». Andrea è così anche capace di comprendere fino in fondo che quando Giovanni Paolo ii, nella celebre visita alla Valle dei Templi il 9 maggio 1993, rimprovera i presenti, non sta rimproverando solo i mafiosi, ma tutti e ciascuno. «Se devo scegliere — conclude Andrea — io voglio essere come lui». Come 3P, il soprannome scherzoso con cui i ragazzi chiamavano padre Pino Puglisi

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE