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Voci e colori dell’Amazzonia

Voci e colori dell’Amazzonia nella basilica Vaticana. Prologo suggestivo all’apertura dei lavori dell’assemblea speciale, la processione dei padri sinodali che lunedì mattina, 7 ottobre, ha attraversato piazza San Pietro è stata animata da una trentina di rappresentanti di 12 popoli dell’Amazzonia brasiliana. Accompagnati da missionari, religiosi e religiose, gli indigeni — che provenivano dagli Stati di Acre, Rôndonia, Amazonas, Pará e Tocantins — si sono dati appuntamento davanti all’altare della Confessione, dove hanno atteso l’arrivo del Papa intonando canti brevi e ripetuti, secondo la modalità meditativa propria della tradizione locale.

Anche negli abiti e nei segni utilizzati è stata espressa tutta la ricchezza evocativa della multiforme realtà amazzonica. Insieme agli strumenti tradizionali, gli indigeni hanno portato nella basilica oggetti ed elementi caratteristici della loro cultura: tra questi, una rete colorata e una piroga, che poi hanno raggiunto in processione l’aula dove si è svolta la prima congregazione generale. «Due simboli — hanno spiegato all’“Osservatore Romano” — che richiamano l’aspirazione e il coraggio della Chiesa di mettere la sua “barca” in acque sempre più profonde, per andare verso gli altri popoli, per avvicinarsi all’“altra sponda”». Un desiderio che è stato espresso anche da un canto ispirato alle parole di Gesù «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca» (Luca 5, 4).

Man mano che giungevano in basilica, i padri sinodali sono stati coinvolti dal gruppo di indigeni, divenuto sempre più numeroso fino a formare un grande cerchio in cui vescovi e sacerdoti si sono alternati a religiosi e laici. All’arrivo del Papa — affiancato dal cardinale Baldisseri e dal vescovo Fabene, rispettivamente segretario generale e sotto-segretario del Sinodo — è stato intonato il Veni, creator Spiritus, concluso da una preghiera recitata da Francesco. Quindi i presuli, preceduti dalla croce, hanno attraversato la navata principale per dare inizio alla processione, al centro della quale c’era il Pontefice circondato dal gruppo di indigeni. Alcuni portavano cartelloni colorati con i ritratti di personaggi che hanno testimoniato con la loro vita l’amore per i poveri e per gli ultimi in America latina.

Il corteo ha percorso la parte iniziale del sagrato e quindi, passando sotto l’Arco delle Campane, si è diretto all’aula del Sinodo, dove, con un momento di preghiera, ha avuto inizio la congregazione generale, introdotta da un breve saluto del cardinale venezuelano Porras Cardoso, presidente delegato di turno.

Prima dell’intervento del Papa il cardinale Baldisseri — che ha svolto la relazione introduttiva, seguita da quella del relatore generale, il cardinale Hummes — ha dato notizia di un grave malore che ha colto domenica 6 uno degli esperti del Sinodo, il brasiliano Roberto Malvezzi, invitando l’assemblea (erano presenti 184 padri sinodali) a pregare per lui. Al termine della mattinata, conclusa con la recita dell’Angelus, hanno avuto inizio le votazioni per la scelta dei 4 membri elettivi della Commissione per l’elaborazione del documento finale.

I temi dei lavori sono stai infine riassunti nel corso di un briefing nella Sala stampa della Santa Sede, svoltosi in tarda mattinata e moderato dalla vice direttrice Cristiane Muarray. Sono intervenuti con il prefetto del Dicastero per la comunicazione Paolo Ruffini, il gesuita Giacomo Costa, segretario della commissione per l’informazione, i vescovi David Martínez De Aguirre Guinea, domenicano, vicario apostolico di Puerto Maldonado in Perú, ed Emmanuel Lafont, vescovo di Cayenne, nella Guyana francese; e suor Alba Teresa Cediel Castillo, missionaria colombiana.

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