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Vivere lieti in un mondo triste

· La fede, i giovani e l’avventura umana ·

"Il cristianesimo sicuramente non cesserà di generare dei mistici perché il grande Seduttore vive" scrive Arturo Paoli in uno dei testi raccolti in "Cent’anni di fraternità" (Milano, Chiare Lettere, 2014, pagine 176, euro 10,20). L’uomo non può vivere d’immagine, continua Paoli. La sua carne reclama nutrimento di cibo, ma anche di affetti, di attenzioni, di prossimità.

Fratel Arturo Paoli

E questa è una legge di natura che non si cancellerà perché le cose create non potranno essere distrutte da realtà apparenti che, per quanto belle, sono un gioco lontano dalla vita reale. Non voglio essere pessimista perché a un certo punto ci accorgeremo che tutto il negativo della nostra società è così inaccettabile da farci concludere che il progresso illude, e in un certo senso deride le immagini sfuggenti che ha creato. Dio è verità e la creazione nella quale viviamo non è illusoria, è vita reale.

Ognuno di noi non deve inventarsi, ma costruirsi, questa è la sola avventura umana degna di essere vissuta. La fede non è una teoria, ma un movimento dell’anima. Ogni essere umano deve trovare il suo proprio cammino. E la meravigliosa avventura umana è quella di ritrovarsi rinato, credo che si stia spegnendo la possibilità di una fede superficiale, trasmessa da una generazione all’altra, richiesta quasi come fosse un requisito dell’esistenza. "Se vogliamo contribuire alla rinascita della fede - ripete Paoli - la sola possibilità è quella di trasmetterla attraverso la testimonianza.

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16 ottobre 2019

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