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Vittoria dei 5 Stelle
alle amministrative in Italia

· Male centrosinistra e centrodestra ma ha votato un elettore su due ·

È Virginia Raggi il nuovo sindaco di Roma. Trentotto anni, avvocato, l’esponente del Movimento 5 Stelle ha infatti ottenuto al secondo turno delle elezioni amministrative il 67,2 per cento dei voti, contro il 32,8 dell’avversario Roberto Giachetti, del Partito democratico (Pd). Un successo clamoroso, quello di Raggi, soprattutto per le proporzioni. 

Ancora più sorprendente però è l’esito del voto a Torino, dove il sindaco uscente, Piero Fassino, è stato sconfitto da un’altra esponente dei 5 Stelle, Chiara Appendino, che si è affermata con il 54,6 per cento contro il 45,4 dell’avversario, nonostante questi si presentasse in vantaggio dopo il primo turno. Saranno così due giovani donne ad amministrare Roma, per la prima volta, e Torino.
A Milano, invece, dove la partita si presentava più aperta, Giuseppe Sala, del centrosinistra, ha avuto la meglio con il 51,7 per cento dei voti sul candidato del centrodestra Stefano Parisi, che si è fermato al 48,3 per cento dei consensi.
Molto più netto il distacco invece a Napoli, dove il sindaco uscente Luigi de Magistris (indipendente) ha raccolto il 66,8 per cento dei voti contro il 33,2 dell’esponente di centrodestra Gianni Lettieri.
Buona affermazione, a Bologna, di Virginio Merola (centrosinistra, 54,6) contro Lucia Bergonzoni (centrodestra, 45,4), mentre tra gli altri Comuni nei quali si votava — 126 in tutto — è da registrare l’esito di Varese, storica piazza leghista, dove si è affermato l’esponente del Pd Davide Galimberti (51,84), in rimonta sul candidato del centrodestra Paolo Orrigoni (48,16).
Il primo dato da analizzare, nel panorama generale del voto, è il crollo dell’affluenza. Mentre al turno precedente si era recato alle urne il 59,94 degli aventi diritto, nella seconda tornata elettorale ha votato solo il 50,54 per cento. Una diserzione dalla quale non si può prescindere, nel momento in cui si volessero trarre dal voto indicazioni politiche a livello nazionale. Metà degli italiani semplicemente ha preferito non scegliere. Il comportamento in futuro di gran parte di questi elettori potrebbe sovvertire qualsiasi analisi fondata sugli esiti di queste amministrative. È un elemento che le segreterie dei partiti tengono bene a mente, anche nella prospettiva delle prossime scadenze politiche, prima fra tutte quella del referendum costituzionale.

Tuttavia, la sconfitta del Pd appare netta. Se il partito del presidente del Consiglio Matteo Renzi è riuscito a tenere Milano, considerato come ultima trincea per evitare di parlare di disfatta, d’altra parte il clamoroso risultato di Torino consente alla minoranza dei democratici di chiedere in via più o meno ufficiale un confronto che si preannuncia acceso.

di Marco Bellizi

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15 ottobre 2019

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