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Vittime innocenti

· Ogni giorno almeno tre bambini uccisi nei combattimenti nello Yemen ·

Ogni giorno almeno tre bambini vengono uccisi nello Yemen. Nella maggior parte dei casi, sono vittime delle armi esplosive a largo raggio, spesso utilizzate nelle aree abitate. L'allarme è stato lanciato ieri da Save the Children in un rapporto che analizza con testimonianze e dati l’impatto del conflitto sui minori.

Bambini tra le macerie a Sana’a (Ansa)

Sono 1.500 i bambini che — stando ai dati — sono rimasti feriti o uccisi dall’inizio dell’escalation di violenze che ha coinvolto il Paese arabo. Attualmente, dopo la Siria, lo Yemen ha il numero più alto di vittime a causa di combattimenti con armi pesanti in tutto il mondo. «L’impatto delle armi esplosive sui più piccoli, che sono fisicamente più vulnerabili, è particolarmente grave e spesso i bambini subiscono lesioni complesse che richiedono cure specialistiche e interventi chirurgici estremamente complessi» spiega Edward Santiago, direttore di Save the Children nello Yemen. Le strutture ospedaliere e sanitarie «che dovrebbero curarli però sono spesso danneggiate o distrutte da quelle stesse armi esplosive e anche, anche quando ci sono, spesso non hanno attrezzature mediche sufficienti a intervenire né il carburante necessario a far funzionare correttamente le strutture, a causa del blocco di fatto delle importazioni, dell’insicurezza e delle restrizioni all’accesso umanitario».

Le difficili condizioni del sistema sanitario nel Paese, sottolinea l’organizzazione, ha fatto sì che 14 milioni di persone in Yemen non abbiano la possibilità di ricevere vaccinazioni o antibiotici, con il rischio di morire per malattie prevenibili come la diarrea, la polmonite e la malaria.

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26 agosto 2019

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